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Simone Facchinetti

Matteo Lampertico

Come un Giano bifronte

 Storia
Mi considero uno storico dell’arte prestato al mercato, un po’ per caso un po’ per necessità. Considero quindi fondamentale l’aspetto della ricerca, rivolto sia all’antico sia al contemporaneo. I collezionisti che vengono da me non comprano solo un oggetto per il suo valore commerciale ma ne apprezzano anche il valore storico e artistico. Mi sono formato all’università e ho proseguito gli studi alla Fondazione Longhi a Firenze. Sono entrato nelle case d’aste all’inizio degli anni novanta, prima a Finarte e poi a Christie’s, dove mi sono occupato di arte moderna. Quindi sono passato da un’esperienza locale a una internazionale, questo ha rappresentato uno snodo importante nella mia carriera. Continuo ad appassionarmi all’antico anche se la mia attività prevalente è l’arte del XX secolo.

Scoperte
Sono particolarmente legato alla scoperta di un ritratto di Bernardino Luini che ho acquistato in un’asta e che è stato studiato da Francesco Frangi. Nel moderno ricordo una Base magica di Piero Manzoni, un oggetto degno a stare in un museo internazionale, ma anche capolavori di Schile, Matisse e Monet che sono passati per le mie mani.

Futuro
Vedo un futuro in cui la galleria sarà costretta a ridimensionarsi, in favore di altri canali di vendita. Credo sia un processo irreversibile. Tuttavia il ruolo del gallerista non muterà più di tanto, rimane indispensabile. Le aste fotografano esattamente quello che si vende in un determinato momento storico mentre il nostro ruolo è quello di anticipare delle tendenze che si perfezioneranno in un orizzonte temporale più lungo. Bisogna sapere vedere il futuro, conoscendo il passato.