news

Simone Facchinetti

Fabbio Copercini

Antiquario-collezionista

 La storia
Ho fondato la “Copercini e Giuseppin antichità” nel 1980 con Andrea Giuseppin, già titolare di un laboratorio di restauro di dipinti antichi. Da allora abbiamo condiviso vita e lavoro (uniti da 42 anni). Da sette anni sono titolare unico della “Copercini e Giuseppin arte antica moderna e contemporanea”, sempre spalleggiato dall’insostituibile Andrea.
Mi sono diplomato all’Istituto Statale d’Arte P. Toschi di Parma, ho proseguito gli studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze con la guida di Afro e Farulli, poi all’Accademia di Bologna con Pozzati, per chiudere a Venezia con Vedova. Per questo motivo presento un mio autoritratto (eseguito oggi) del me di allora al momento della scelta di diventare antiquario.
Tutto è nato dal fare arte, dal comprare arte altrui, dallo scoprire la passione di collezionare.   Un inizio fatto con pochi mezzi, comprando con lo scopo di rivendere. Spinto dal desiderio di migliorare la collezione si è formato l’antiquario. Penso sia sottilissimo il filo che disgiunge l’antiquario dal collezionista; credo che l’uno sia la conseguenza dell’altro e viceversa.

Scoperte
Il mondo dell’antiquario è appassionante, meraviglioso e inaspettato. È come entrare in una grande pasticceria dove puoi assaggiare a tuo piacimento e gusto. Per un ecclettico è un mondo senza confini. Per noi è stato così. Non c’è stato periodo storico che non abbiamo affrontato: pittura veneta e scultura italiana dal XV al XXI secolo sono stati i soggetti primari della nostra ricerca. Quanti bei dipinti, quanta bella scultura del XX e XXI secolo, poco apprezzata. Lucio Fontana si poteva trovare al “Mercante in Fiera”; oggi sarebbe impensabile.

Futuro
Il futuro del nostro lavoro è simile al suo passato, con l’unica variante dei mezzi e dei luoghi: la penna, il telefono e la bottega sono stati sostituiti dalla contemporaneità digitale, dalle fiere e dalle aste. La passione, il desiderio, la curiosità, con lo studio e la documentazione, sono sempre gli stessi; il futuro sta esattamente in questo.