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Simone Facchinetti

Nobili

Tre generazioni di antiquari

 La storia e gli inizi
Io, Alessio, e mia sorella Raffaella abbiamo ereditato l’attività da nostro padre, Adolfo, il quale, a sua volta, l’ha ereditata da nostro nonno Angelo. Adolfo fu mosso da una passione  viscerale, che si manifestò fin da ragazzino, per i dipinti antichi. Anche il nonno aveva una predilezione per i quadri.    
Parallelamente all’attività antiquaria nel settore dei dipinti antichi (dal Quattrocento al Settecento), Raffaella ed io operiamo nel campo dell’arte orientale, segnatamente in quello della pittura giapponese antica su paravento. 

Scoperte
Generalmente le opere alle quali ci si affeziona di più sono proprio quelle frutto di scoperta. Dipinti sporchissimi ed in certi casi ridipinti, che dopo il restauro tornano a mostrare la loro bellezza. Sono eventi che non capitano tutti i giorni, ma che contribuiscono ad alimentare potentemente la passione che muove o che dovrebbe muovere ogni mercante d’arte.  La scoperta è il risultato di tutto il lungo cammino di ricerca che l’ha preceduta; non avviene mai per caso. La scoperta alimenta la ricerca; la ricerca produce la scoperta. Alla base c’è la passione per l’arte. 

Futuro
Il nostro tipo di commercio esiste da tempo immemorabile, legato in modo inscindibile al collezionismo. Per le opere importanti, anche in tempi di crisi, come questo, si trova sempre un acquirente; per le altre invece no. Fino agli inizi degli anni Novanta quello dell’antiquariato è stato un settore molto vitale; le fiere in calendario erano numerosissime, così come ovviamente gli operatori, i visitatori, gli appassionati e gli acquirenti. Negli anni successivi, col cambio generazionale sono cambiati i gusti e, per la crisi, il potere d’acquisto dei nuovi clienti.