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RIAPRE LA GALLERIA ESTENSE

Incontro con il Soprintendente Stefano Casciu

di Leonardo Piccinini
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  • Francesco Bertos, "Allegorie delle Stagioni, L'autunno", bronzo 26 x11 cm.
    Francesco Bertos, "Allegorie delle Stagioni, L'autunno", bronzo 26 x11 cm.
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  • Francesco Bertos, "Allegorie delle Stagioni, L'estate", bronzo 26 x11 cm.
    Francesco Bertos, "Allegorie delle Stagioni, L'estate", bronzo 26 x11 cm.
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  • Francesco Bertos, "Allegorie delle Stagioni, La primavera", bronzo 26 x11 cm.
    Francesco Bertos, "Allegorie delle Stagioni, La primavera", bronzo 26 x11 cm.

Modena, tre anni dopo il sisma che tanti danni ha portato al sistema economico e sociale della pianura, al ricco patrimonio architettonico e artistico, in parte purtroppo irrimediabilmente perduto. Eppure la fatica e la passione di chi si occupa della tutela, funzionari, restauratori, storici dell’arte delle Soprintendenze, ha consentito di salvare e recuperare infinite opere e monumenti a rischio. “Il 29 maggio 2015, anniversario della tragedia, riaprirà la Galleria Estense, erede di tanti tesori del collezionismo ducale di Ferrara e Modena, colpita dal sisma e oggetto in questi anni di imponenti lavori di messa in sicurezza e riallestimento” racconta Stefano Casciu, Soprintendente uscente per i Beni Storici Artistici di Modena e Reggio Emilia (è stato infatti da poco nominato direttore del Polo Museale Regionale toscano), che mi accoglie nel suo ufficio all’ultimo piano del Palazzo dei Musei, comunicante con il museo di cui sta seguendo i lavori. Antichi dipinti alle pareti, vetrine ottocentesche con bronzetti e materiale di scavo, un curioso armadio con figure a commesso marmoreo, forse di quel Benedetto Corberelli che nel ‘600 il duca Francesco II convocò per mettere in piedi un’emulazione del famoso laboratorio granducale di Firenze. “Sono solo alcune opere di minore importanza provenienti dai vasti depositi museali, dai quali abbiamo attinto per integrare il nuovo percorso che inaugureremo a maggio; sono inoltre molto orgoglioso delle 350 opere, tra dipinti e sculture, che mostreremo per la prima volta al Palazzo Ducale di Sassuolo. Tredici sale che si aggiungeranno al consueto percorso di visita degli appartamenti monumentali, a partire dal mese di aprile”.


"Sono inoltre molto orgoglioso delle 350 opere, tra dipinti e sculture, che mostreremo per la prima volta al Palazzo Ducale di Sassuolo. Tredici sale che si aggiungeranno al consueto percorso di visita degli appartamenti monumentali, a partire dal mese di aprile”.


La Galleria Estense di Modena, oltre a celebri opere di grande richiamo (il Busto di Francesco I del Bernini, il Ritratto dello stesso Duca del Velázquez, il Trittico del Greco, l’Arpa Estense, il  Vaso Gonzaga dell’Antico, importanti dipinti delle scuole del Nord Italia, ed in particolare dell’Emilia e del Veneto) conserva anche collezioni di infinita varietà. “Un piccolo assaggio è stato offerto proprio recentemente, nella mostra La vertigine del collezionismo, inserita nel percorso espositivo di Modenantiquaria (14 – 22 febbraio), inaugurata dal Ministro Franceschini. Pittura, scultura, pietre dure, bronzi, terracotta (la fotografatissima Testa di vecchio di Guido Mazzoni), disegno, archeologia, avorio, strumenti scientifici, maiolica, arti applicate (con il Monetiere attribuito a Leone Leoni)…..tutte opere provenienti dalla Galleria, sapientemente collocate nell’allestimento dell’architetto Ruggero Moncada di Paternò. La collaborazione con Modenantiquaria era sottolineata su manifesti e brochure dalla presenza di una delle opere simbolo del museo, il busto berniniano. In quell’occasione erano anche rappresentati, con una preziosa azione di fundraising, gli Amici della Galleria Estense, associazione da poco costituita ma che già sta generando entusiasmo e consensi”.Tra gli oggetti in mostra, alcuni bronzetti esposti per la prima volta…. “grazie al contributo dell’Associazione Antiquari d’Italia abbiamo potuto restaurare (a cura di Nicola Salvioli) quattro piccole Allegorie delle Stagioni in bronzo (26 x 11 cm) del noto scultore padovano Francesco Bertos, databili tra 1720 e ’30, provenienti dalle ricchissime collezioni Obizzi (Venezia e Catajo) passate a Modena e Vienna. Questo intervento di restauro permetterà di poterle presentare nel nuovo percorso espositivo del museo”.

Appuntamento a Modena il 29 maggio!!

16.03.2015
Grazie al contributo dell’Associazione Antiquari d’Italia abbiamo potuto restaurare (a cura di Nicola Salvioli) quattro piccole Allegorie delle Stagioni in bronzo (26 x 11 cm) del noto scultore padovano Francesco Bertos, databili tra 1720 e ’30.
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