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Pirati dei Caraibi

Perché andar per antiquari quando, senza uscir di casa, si ha accesso con un click all’universo delle aste?

Marco Riccòmini
Pirati dei Caraibi

Perché andar per antiquari quando, senza uscir di casa, si ha accesso con un click all’universo delle aste? Sarebbe come andare a pesca in uno stagno rispetto a calare l’esca nell’oceano, penserete. Gli uni che sorseggiano una bibita all’ombra di un faggio attendendo che la carpa abbocchi, gli altri cullati dalle onde sopra un peschereccio inseguendo un banco di tonni (virtuale). Ma se il tempo cambia? Possiamo fidarci del marinaio oppure se la squaglia all’approssimarsi della tempesta? Quando un’oggetto decuplica la stima la casa d’aste gongola, ma il venditore dovrebbe sentirsi come un naufrago calato su una scialuppa nel mare in burrasca. Hanno azzeccato la stima oppure il suo valore è un altro? Gli esperti sono davvero tali, visto che i risultati ‘sorprendenti’ sono all’ordine del giorno? Non è meglio, allora, lasciare i marosi agli intrepidi bucanieri e affidarsi al timone di chi di quel mare conosce i fondali e ha il tempo, tra una bonaccia e un filo di vento, per raccontarcene la storia? Antiquari d’Italia: la voce delle cose.

20.11.2020
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