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Bologna. Mostre, tagli e ricomposizioni

di Leonardo Piccinini
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Come un libretto d’opera. L’agile volumetto che accompagna l’esposizione del “Gandolfi dimezzato” (a Bologna presso Palazzo Magnani, fino al 19 gennaio) non è solo utile introduzione al visitatore di ciò che sta per vedere, ma un distillato dell’inesauribile fantasia, sorretta da robustissimo sapere, del nostro Marco Riccomini. Sulle orme di Stendhal immagina in poche, dense pagine quei giorni di inizio estate 1796 nei quali l’esercito napoleonico entrò a Bologna: la soppressione di conventi, confraternite, la dispersione di numerose opere. “Il refettorio, zeppo di panche e di seggiole, nel quale aleggiava ancora un vago odore di ammoniaca misto a minestrone alle verdure, si sarebbe adattato perfettamente alla prima asta pubblica dei beni confiscati alla chiesa”. A Palazzo Magnani il Riccomini storico dell’arte, scrittore e narratore coinvolge così, tra realtà e verosimiglianza manzoniana, chi si reca a vedere le due parti della pala d’altare di Ubaldo Gandolfi, tagliata in due e oggi eccezionalmente ricomposta. Un’iniziativa di grande raffinatezza che fa onore alla committenza, Fondazione del Monte e Unicredit.


A poche centinaia di metri è opportuna una deviazione tra le pietre suggestive di Santo Stefano: da Tiziana Sassoli (Fondantico) una ricca selezione di dipinti del meglio della pittura bolognese, a cura di Daniele Benati. Da notare due tavole di Domenico Tibaldi, già nella sagrestia di San Michele in Bosco e la Musica, vero capolavoro di Marcantonio Franceschini.

Da Maurizio Nobile due dipinti, provenienti da collezioni private, del colosso del classicismo bolognese: Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino. Il Mosè (anni ’30 del XVII secolo) e la Madonna con bambino addormentato (1647), opera realizzata dall’artista per sé, e solo in seguito venduta a un gentiluomo reggiano.

Due gallerie, quelle di Sassoli e Nobile, recentemente selezionate per il TEFAF di Maastricht 2019. Si ingrossa così la partecipazione delle gallerie italiane alla fiera più importante del mondo.

 

04.12.2018
Sulle orme di Stendhal immagina in poche, dense pagine quei giorni di inizio estate 1796 nei quali l’esercito napoleonico entrò a Bologna
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