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IL CASO BORROMEO

Come una brillante gestione può favorire lo studio e la ricerca

di Leonardo Piccinini
  • IL CASO BORROMEO
  • Francesco Zuccarelli  "Paesaggio arcadico con la Rocca di Arona", 1750.
    Francesco Zuccarelli "Paesaggio arcadico con la Rocca di Arona", 1750.
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Nel panorama desolante, a tratti comatoso, della gestione di tanti tesori d’Italia, emergono, quasi miracolosamente, alcuni casi virtuosi come quello della famiglia Borromeo. I discendenti di San Carlo e del cardinale Federico Borromeo, una delle casate più illustri di Lombardia, gestiscono, condividendole con il vasto pubblico che le frequenta, alcune splendide dimore di quello che per secoli fu lo Stato Borromeo, cospicua area del Lago Maggiore tra Angera, Arona e Stresa. La Rocca di Angera, l’Isola Bella e l’Isola Madre, luoghi di straordinario fascino, sono ormai meta prediletta dal turismo italiano e internazionale (ben 350 / 400mila visitatori nei mesi di apertura, da marzo a ottobre). L’Isola Bella, gigantesco vascello lungo 320 metri e largo 80 che affiora dal lago, disegnata a partire dal ‘600 per volere di Carlo III Borromeo come Isabella (in onore della moglie Isabella d’Adda, trasformatasi poi per contrazione fonetica da Isola Isabella a Isola Bella) è il meraviglioso risultato barocco dell’apporto combinato di architettura, scultura e arte del giardinaggio. La famiglia Borromeo, da anni impegnata in restauri e manutenzioni, investe molto nel recupero ogni anno di un settore specifico dell’Isola Bella e delle altre proprietà.


L’Isola Bella, gigantesco vascello lungo 320 metri e largo 80 che affiora dal lago, disegnata a partire dal ‘600 per volere di Carlo III Borromeo come Isabella è il meraviglioso risultato barocco dell’apporto combinato di architettura, scultura e arte del giardinaggio.


Nel 2008 fu la volta dell’ala Berthier, una parte del palazzo sino ad allora preclusa al pubblico, spettacolare sequenza di ambienti che ospitano la Collezione Borromeo, unica grande quadreria di famiglia pervenuta integra in ambito lombardo. Nel 2013 il restauro totale della facciata e il recupero dei sette Arazzi Borromeo, realizzati a Bruxelles a metà del Cinquecento e ospitati nella lunga Galleria che collega il palazzo con il giardino. Nel 2014 è stata la volta di una delle parti più amate dai visitatori già nei secoli scorsi: l’appartamento sotterraneo di sei stanze, costruito nel ‘600 come luogo di frescura e diletto per proteggersi dalla calura estiva, interamente rivestito con ciottoli bianchi e neri, frammenti di stucco e tufo. E’ stata inoltre restaurata la Sala della Musica, che ospitò dall’11 al 14 aprile 1935 l’incontro poi rimasto celebre come Conferenza di Stresa, con protagonisti Laval, Mac Donald e Mussolini. Nel marzo di quest’anno è stato presentato al pubblico nella Rocca di Angera l’importante recupero del ciclo affrescato con le Imprese dell’arcivescovo Ottone Visconti contro i Torriani, uno dei capolavori della pittura profana medievale.

All’Isola Bella, definita per l’appunto da Stendhal “uno dei luoghi più belli del mondo”, da non perdere (fino al 25 ottobre) “Le Isole incantate. Il Grand Tour e la pittura di veduta nei Domini Borromeo: da Gaspar Van Wittel a Luigi Ashton”, raffinata esposizione (la prima sull’Isola) dedicata alla tradizione del vedutismo e agli artisti, più o meno celebri, che hanno celebrato in pittura i domini Borromeo. Dal grande disegno (restaurato per l’occasione, come altre opere) di Carlo Fontana, ripreso nell’incisione di Fischer von Erlach, all’arrivo del pioniere del vedutismo Gaspar Van Wittel, intercettato dai Borromeo grazie alle influenti parentele romane, alla riscoperta del brillante Alessandro Antoniani, la cui veduta visionaria del Golfo Borromeo, scelta come immagine di copertina del catalogo, non può lasciare indifferenti. E poi Zuccarelli, il vedutismo romantico, i ritratti di famiglia nello splendore delle terrazze, di gran lunga preferite alla dimora di città, la nascita del turismo…. Curatore della mostra l’infaticabile Alessandro Morandotti, che insieme a Mauro Natale ha scandagliato per anni il vastissimo patrimonio artistico dell’Isola Bella, facendone un vero e proprio centro di ricerca, esemplare per metodo d’indagine e per risultati raggiunti.

30.09.2015
Un’isola felice, frammento d’Italia incantata e ancora salva, grazie esclusivamente alla generosità di chi se ne prende cura.
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