archivio Il Giornale dell'Arte

N. 306 - febbraio 2011
I nostri affanni

Collezionismo: moto continuo

Collezionare è vita, che va oltre il nostro tempo

Che cosa spinge il collezionista ad accumulare oggetti d'arte o di curiosità, è una delle ragioni più misteriose della natura umana. In fondo per vivere, o per esprimere il proprio potere rispetto agli altri uomini, non occorre certamente dedicarsi a coltivare lo spirito, ma in realtà ci rendiamo conto che ciò che distingue veramente l'uomo dagli altri esseri del creato, è la sua insaziabile necessità di ricercare e di conoscere sempre cose nuove. La curiosità è, per fortuna di chi la possiede, la molla propulsiva verso una vita che riserva sempre sorprese gradevolissime e consente nelle difficoltà di superare situazioni altrimenti deprimenti. Un curioso caso sintomatico di tale comportamento, è quello di un ottimo banchiere che tuttavia si sentiva costretto dal proprio lavoro e trovava sfogo nelle scappatelle mattutine, tra il risveglio e l'inizio del proprio lavoro, per dedicarsi ad uno studio sistematico di un determinato genere di opere d'arte. Ad un certo momento della sua vita ha capito che il proprio interesse primario diventa il collezionismo e così di punto in bianco, lasciato il proprio lavoro, si è dedicato anima e corpo alla ricerca di oggetti d'arte e al loro studio e alla loro completa conoscenza. Dalla conoscenza al desiderio di valorizzare i propri oggetti e la propria abilità, con la soddisfazione di veder riconosciuta questa propria abilità, è scaturita una straordinaria capacità commerciale, non dozzinale ma dedicata ad una valorizzazione molto competente, ma non necessariamente di oggetti sublimi, perchè il concetto della sua ricerca è stato poi quello di trasferire nei più grandi musei del mondo ciò che aveva valorizzato. Fra le sue competenze spicca anche una conoscenza del collezionismo storico ed una ricerca accurata sulle fonti letterarie e documentarie, fatto che gli consente di ricostruire i passaggi delle opere da una collezione all'altra e quindi, a ritroso, fino alla perfetta e puntuale identificazione dell'autore, del committente iniziale e delle vicende dell'opera. Si dirà che tutto questo è storia risaputa ma, la vogliamo far conoscere in questi tempi perchè è una storia tuttora attuale. Infatti vogliamo far capire come in fondo non ci sia mai un termine, una fine alla possibilità di trovare oggetti d'arte, anche perchè l'interesse e lo studio di argomenti negletti o nuovi è continuo cosi che certi spunti indotti da un personaggio come quello di cui abbiamo raccontato, trascinano altri antiquari a rivolgersi a queste tipologie che vengono recuperate e quindi si verifica una sorta di comunicazione continua nella ricerca di tali oggetti. Antiquari di ogni categoria sono normalmente sollecitati da individui di questo genere e tutto ciò denuncia appunto uno scambio continuo che favorisce alla lunga il crescere di interesse in certe persone che poi diventano, una volta educate, trainanti per altri. Insomma il mondo dell'arte è fortunatamente un inesauribile coacervo di interessi, i più svariati e fornisce la possibilità a chi sa coglierla di trovare sempre opere d'arte che aspettano solo di essere decifrate. Il nostro eroe di fatti pesca nelle vetrine di importanti mercanti come nei banchi dei mercati rionali di opere minori, ma dove all'occhio attento non possono sfuggire la qualità e la bellezza. Sono tempi, i nostri, che principi così elementari, che sono la componente del collezionista classico, vengono diluiti in una sorta di rarefazione del collezionismo che perde queste possibilità che il mondo del mercato dell'arte ancora offre e sono possibilità di straordinario livello. Non siamo qui a raccontare fatterelli quotidiani sull'argomento, ma potremmo riempire interi volumi sulle trouvaille dei collezionisti e degli antiquari, ben inteso i più attenti, che in virtù delle proprie conoscenze o degli svarioni di qualche esperto di una qualsiasi casa d'aste, riesce spesso e in maniera economica ad acquisire importanti opere d'arte. E' un richiamo questo che facciamo a chi crede ancora nelle opere antiche e che, frastornato dalle lusinghe delle attività artistiche del nostro tempo, insegue chimere che molto spesso riservano amare sorprese. Molta acqua deve scorrere sotto i ponti prima che i nostri discendenti recuperino, dopo avere ben vagliato, gli spunti e gli interessi di un'arte che allora sarà il passato. Fare queste osservazioni è un dovere di chi conosce il mercato e si rende conto in primo luogo che le oscillazioni di gusto provocano sempre degli interessi nuovi e in secondo luogo che il mondo degli studi se ne avvantaggia creando così nuove possibilità di scoprire ancora autori e opere fino all'ora trascurate. 

02.2011
archive Il Giornale dell'Arte