archivio Il Giornale dell'Arte

N. 289 - luglio - agosto 2009
I nostri affanni

Tutto cominciò cinquant’anni fa

La biennale fiorentina capostipite delle rassegne antiquarie, celebra il suo cinquantenario

Compie cinquant’anni la Biennale dell’Antiquariato di Firenze, segno tangibile di una scelta vincente nel tempo, che unisce qualità dell’opera, eccellenza della provenienza, prestigio ed eleganza nell’allestimento.
Era il 1959 quando da una felice intuizione di Mario e Giuseppe Bellini nacque la più importante manifestazione antiquaria italiana e una delle più significative al mondo.
Lasciati gli spazi quattrocenteschi di Palazzo Strozzi, dal 1997 la Biennale vive nei fastosi ambienti di Palazzo Corsini sull’Arno, dimora della più importante collezione privata di Firenze, istituita nel 1765 da don Lorenzo Corsini, nipote di Papa Clemente XII, che annovera opere italiane e straniere del Seicento, oltre a una pregevole raccolta di dipinti di scuola fiorentina che vanno dal secolo XV al secolo XIX.
Nel rispetto dell’antico criterio di decorazione e simmetria delle quadrerie private antiche, Pier Luigi Pizzi, indiscusso regista, scenografo e creatore di costumi, mette in scena, dal 2001, un allestimento classico ed elegante, ideale per accogliere ed esaltare le esigenze degli espositori.
Fedele al principio che vede l’antiquario tramite tra l’unicità dell’opera e il piacere emotivo ed intellettuale del collezionista, la Biennale dell’Antiquariato di Palazzo Corsini a Firenze, attraverso molteplici stagioni del gusto, delle mode e delle tendenze, è esempio insuperato di equilibrio e lungimiranza sia a livello italiano che internazionale. Una scelta rigorosa e selettiva che ha reso questa manifestazione elemento imprescindibile del mercato, e vetrina ‘aperta’ ai molteplici aspetti dell’opera d’arte: eccelsa o curiosa, preziosa o intrigante.
Anche per questa XXVI edizione (26 settembre - 04 ottobre 2009) la partecipazione degli antiquari alla Biennale sarà all’altezza della fama che da sempre la contraddistingue: 90 gallerie tra le più prestigiose (72 italiane e 18 straniere).
Il Comitato scientifico sarà presieduto dal Soprintendente al Polo Museale fiorentino Cristina Acidini Luchinat, a ribadire il proficuo rapporto tra le istituzioni e il mondo antiquario, per un vetting esigente che certifichi l’autenticità delle opere esposte.
Agli antiquari di Palazzo Corsini sarà data l’opportunità di conoscere in anticipo l’opinione sulla esportabilità degli oggetti presentati. Due commissioni, la prima nominata dall’Ufficio Esportazioni di Firenze, la seconda inviata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali esamineranno le opere presentate e, nella stessa giornata faranno conoscere verbalmente la disponibilità al rilascio del certificato di libera circolazione: un modus operandi unico della Biennale fiorentina, consolidato e affinato negli anni, che sottolinea l’internazionalità dell’esposizione.
I Carabinieri del Comando per la tutela del Patrimonio Artistico garantiranno, infine, i giusti titoli di provenienza.
A corollario dell’evento resteranno molte delle iniziative culturali degli anni precedenti.
Ritornerà il premio Lorenzo d’oro per il cortometraggio di tema storico-artistico, che il Comitato organizzatore presieduto da Claudio Strinati assegnerà il prossimo 1 ottobre a Folco Quilici, per il complesso della sua opera cinematografico-documentaristica.
La tradizione di devolvere parte del ricavato del biglietto d’ingresso della serata inaugurale al restauro di un’opera d’arte di proprietà pubblica sarà rispettato, così come l’iniziativa benefica a favore dell’Associazione ‘Corri la Vita’, per lo studio e la prevenzione del tumore al seno: saranno battute all’asta opere messe a disposizione dagli antiquari.
Protagonista della preziosa mostra collaterale di questa XXVI Biennale sarà il corallo nelle sue diverse interpretazioni artistiche con tre selezionatissime opere provenienti dalla Galleria Estense di Modena (un presepe e due galeoni) e due dal Museo Nazionale del Bargello di Firenze (due trofei di caccia, donati dall’antiquario e collezionista Giovanni Bruzzichelli, scomparso nel 1993, al quale l’illustre museo fiorentino ha intitolato una delle sue sale).

07.2009
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