archivio Il Giornale dell'Arte

N. 267 - luglio - agosto 2007
Firenze, Palazzo Corsini, 29 settembre - 7 ottobre 2007

XXV Biennale Mostra Mercato Internazionale dell'Antiquariato

A Palazzo Corsini un premio significativo dedicato al cinema d'arte.

Le manifestazioni di prestigio vivono e hanno un grande successo quando sono in grado di rinnovarsi, di accrescersi, di accompagnare il forte senso della tradizione con novità che nel prosieguo della storia della vita contribuiscono a dare il segnale dei tempi che cambiano. Così anche una manifestazione come la Biennale dell'Antiquariato di Firenze coinvolge tra le sue iniziative il cinema, forma espressiva che ormai storicizzata si presenta a pieno titolo tra le manifestazione di arte antica, infatti tra gli eventi che affiancheranno le giornate della mostra, il Comitato Organizzatore ha deciso di promuovere un premio dedicato ad un documentario d'autore di soggetto artistico oppure alla vita di un regista che ha dedicato l'esistenza per l'esaltazione o la denuncia di situazioni relative al mondo dell'arte. A questo fine si sta creando una Commissione per aggiudicare il premio. Nelle iniziative della XXV Biennale il cinema sarà ancora protagonista questa volta attraverso un cortometraggio che il regista Luca Verdone girerà nei giorni dedicati all'allestimento coinvolgendo coloro che lavorano ad ogni titolo alla realizzazione della Mostra, da tutte le maestranze che costruiscono il grande cantiere, alla presa di possesso da parte degli antiquari e alla realizzazione piena degli stands. Sarà interessante e divertente, ce lo auguriamo, questo percorso un po' inedito che vedrà gli antiquari e i trasportatori, gli elettricisti e gli addetti alla sicurezza che come in una cerimonia per iniziati cominciano la vera e propria "mise en scene" dello spettacolo . Può sembrare naturale per noi che siamo avvezzi a queste ritualità, ma per l'antiquario che si chiude nella sua stanza con le opere che ha scelto dopo lunga meditazione, finalmente è giunto il momento di realizzare ciò che la fantasia aveva immaginato. Può sembrare ordinario ma siamo certi che il pathos che verrà trasmesso da questo rapporto quasi fisico fra l'antiquario e gli oggetti della sua passione sarà di grande interesse. Sarà questo un modo di far conoscere un aspetto della rappresentazione assolutamente sconosciuto. Attraverso questo racconto il regista ci accompagnerà fino all'apertura della mostra con gli invitati che si aggirano nei corridoi. . . e la XXV Biennale è già iniziata.

07.2007
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