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A cura di Alessandro Zuccari.

Il giovane Caravaggio "sine ira et studio".

Roma, De Luca, 2018.Cm. 17x24, pag. 207, fig. in nero e a col, br.

Un artista “rivoluzionario” come Caravaggio continua a suscitare polemiche e discussioni. Tuttavia è necessario riportare il dibattito in sede scientifica per giungere a una piena comprensione della sua personalità e della sua pittura. Per questo si è scelto di affrontare la cronologia del giovane Merisi nel modo più obiettivo possibile, «sine ira et studio» («senza animosità o parzialità», Tacito, Annales 1, 1, 3). Quando e come Caravaggio giunse dalla Lombardia a Roma resta ancora un mistero, nonostante un abbondante secolo di ricerche. Dall’estate 1592 al 1596 si perdono le tracce dell’artista, quattro anni decisivi che invece sfuggono al nostro controllo. E persino dopo, quando i documenti ricominciano a segnalarlo a Roma, molti sono ancora i dubbi e le questioni aperte sui dipinti che avrebbe eseguito fino all’esordio pubblico in San Luigi dei Francesi. La Giornata di studi (promossa dal Dottorato in Storia dell’Arte della Sapienza Università di Roma, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici di Roma Tre e con la Bibliotheca Hertziana– Max Planck Institut) ha permesso agli specialisti di Caravaggio di confrontarsi, per la prima volta in modo specifico, su questi temi nodali per la comprensione del pittore. I contributi qui raccolti propongono, con un rigoroso approccio scientifico, approfondite analisi e letture delle opere realizzate dal Merisi fino al 1600 e offrono interessanti novità sulla biografia del pittore (come le notizie tratte dalle inedite Vite di Gaspare Celio). Ne emerge una visione più circostanziata del giovane Caravaggio, ricca di nuovi dati e spunti di riflessione, che fornisce un aggiornato stato degli studi su cui potersi basare in futuro.

2018
34.00 €
 
A cura di Roberto Battaglia, Paola Marini, Vittoria Romani.

Il giovane Tintoretto.

Venezia, Marsilio, 2018. Cm. 24x29, pag. 240, ill a col, br. Catalogo della mostra a Venezia- Gallerie dell'Accademia- Settembre 2018, Gennaio 2019. In libreria da Settembre.

Questo volume si inserisce a pieno titolo nella cornice delle celebrazioni dedicate al cinquecentenario della nascita di Tintoretto e anzi ne costituisce l’ideale preambolo, offrendo l’occasione per una rilettura complessiva del periodo giovanile del grande artista attraverso il confronto tra capolavori provenienti da ogni parte del mondo. In particolare, mostra e catalogo indagheranno il modo in cui Tintoretto acquisì e trasformò i suoi modelli per sviluppare il suo stile innovativo e altamente personale. Questa ricerca mira a delineare l’originalità del percorso iniziale di Tintoretto, non facilmente riconducibile ad alcuna bottega o personalità determinata, e a definire quali apporti furono determinanti per lo sviluppo della sua arte, attraverso dipinti di Tiziano, Pordenone, Bonifacio de’ Pitati, Paris Bordon, Francesco Salviati e Giorgio Vasari, stampe e disegni da Raffaello e Michelangelo e di altri seguaci della loro maniera, nonché sculture di Jacopo Sansovino.

 

2018
35.00 €
 
A cura di Alessandro Bruschettini.

Il Montefeltro e l'oriente islamico. Urbino 1430-1550. Il Palazzo Ducale tra Occidente e Oriente.

Genova, Sagep, 2018. Cm. 24x30, pag. 351, fig. in nero e a col, cart e sovrac. Catalogo della mostra a Urbino- Palazzo Ducale- Giugno, Settembre 2018

Dal 23 giugno al 30 settembre preziosi oggetti e arredi di epoca rinascimentale, con particolare attenzione al mondo orientale, rappresenteranno l’occasione per rivelare i rapporti tra la Corte urbinate e l’Oriente durante la grande stagione del Montefeltro, in una affascinante mostra: “Il Montefeltro e l’Oriente Islamico. Urbino 1430-1550. Il Palazzo Ducale tra Occidente e Oriente”. Il desiderio del direttore della Galleria Nazionale delle Marche, Peter Aufreiter e di Alessandro Bruschettini, dell’omonima Fondazione per l’Arte Islamica ed Asiatica, è quello di mostrare come il Palazzo Ducale di Urbino, soprattutto attraverso l’arredo tessile, – in primis arazzi e tappeti -, fosse un luogo di ineguagliabile splendore al tempo di Federico e del primo periodo roveresco. Sicuramente raffinati tappeti orientali arredavano le sale del palazzo, segno del gusto per il bello che la Corte di Urbino esprimeva; in occasione della mostra si intende presentarne una selezione, rispettosa dei luoghi di produzione e della cronologia, ricollocandoli in quella che avrebbe potuto essere la loro sede ideale. Sarà dunque esposto in mostra un gruppo significativo di tappeti provenienti da diverse aree di produzione del mondo orientale islamico contemporaneo ai Montefeltro e ai Della Rovere: dall’Egitto, all’Oriente Mediterraneo, alla Turchia, alla Persia. Insieme ai tappeti decoravano le sale di Corte preziosi arazzi: la mostra espone un raro esemplare facente parte del Ciclo della Guerra di Troia – riportandolo per la prima volta eccezionalmente nelle sale dove Federico da Montefeltro ne aveva ammirato le scene -, oggi conservato in Spagna.
Altrettanto significativi, una serie di opere di produzione islamica in metallo, in ceramica e tessuti anche di produzione europea. Attenzione particolare, infine, verrà riservata alle arti del libro.

2018
42.00 €
 
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