consiglio

CONSIGLIO DIRETTIVO (2020-2021)

Alessandra Di Castro Presidente
Walter Padovani Vice Presidente
Riccardo Bacarelli Vice Presidente
Tomaso Piva Segretario Generale
Pietro Cantore Tesoriere
Bruno Botticelli Consigliere
Maria Novella Romano Consigliere
Gianluca Berardi Consigliere
Marco Longari Consigliere
Alessandro Cesati Consigliere
Dario Mottola Consigliere

COLLEGIO DEI PROBIVIRI (2020-2021)

Fiorenzo CesatiPresidente
Alberto Di CastroProbiviro
Maurizio NobileProbiviro

PRESIDENTE ONORARIO

Giovanni Pratesi
 

PAST PRESIDENT

Giuseppe Bellinidal 1959 al 1985
Guido Bartolozzidal 1986 al 1995
Giovanni Pratesidal 1996 al 2013
Carlo Orsidal 2014 al 2017
Enrico Frascionedal 2018 al 2019

SOCI ONORARI

Achille Armani, Maurizio Belluco, Antonella Bensi, Alberto Borelli, Fiorenzo Cesati, Renato D’Agostino, Guido Lamperti, Leonardo Lapiccirella, Mario Longari, Maria Grazia Rossi, Maria Zauli
Per qualsiasi comunicazione con i membri del Consiglio e con i Probiviri è possibile scrivere a: segreteria@antiquariditalia.it
statuto

STATUTO DELLA ASSOCIAZIONE ANTIQUARI D'ITALIA

ARTICOLO 1
Il 10 ottobre 1959 è stata costituita un'associazione sotto la denominazione "Associazione Antiquari d'Italia". L'Associazione è nata in occasione della prima Mostra Mercato Internazionale dell'Antiquariato di Firenze, di cui se ne è assunta il patrocinio, acquisendo così il diritto di una rappresentanza nel Comitato. La sua sede legale è a Firenze, Palazzo Corsini - Via del Parione 11. L'Associazione è apolitica e non ha scopo di lucro.

ARTICOLO 2
Gli scopi dell'associazione sono:
  1. Promuovere, regolare, proteggere e rappresentare gli interessi e il prestigio delle ditte che svolgono commercio di antichità.
  2. Studiare tutte le questioni relative all'antiquariato e al commercio dello stesso, raccogliere e divulgare notizie statistiche o altre informazioni comunque attinenti al commercio delle antichità o agli interessi dei membri dell'Associazione.
  3. Prendere tutte le iniziative, occorrendo anche di carattere legale, dirette a stroncare eventuali scorrettezze nell'ambito del commercio delle antichità.
  4. Promuovere provvedimenti legislativi o altre misure da parte delle autorità competenti che possono interessare la libera circolazione delle opere d'arte, il commercio delle antichità e gli interessi dei membri dell'Associazione o svolgere, occorrendo, azioni di opposizione ad eventuali provvedimenti ritenuti lesivi degli interessi protetti dell'Associazione.
  5. Rilasciare certificati sull'età, o sull'età minima, di oggetti antichi in relazione alla loro esportazione o per altri scopi.
  6. Promuovere la risoluzione, a mezzo di conciliazione e di arbitrato privato, di controversie che possano eventualmente insorgere tra due membri dell'Associazione o tra un membro dell'Associazione ed altra persona, per ragioni di commercio, assistendo le parti nella impostazione e nella discussione delle controversie.
  7. Promuovere, organizzare e patrocinare esposizioni, mostre e fiere di antichità nazionali ed internazionali partecipando anche materialmente ad esse. A tale scopo l'Associazione potrà acquisire partecipazioni in Società di capitali o assumerne il totale controllo.
  8. Promuovere e organizzare lezioni e conferenze aventi per oggetto le antichità e il commercio di esse, promuovendo così la diffusione e l'incremento della conoscenza delle arti antiche e la cultura necessaria per il commercio antiquario.
  9. Istituire corsi di studio, borse, premi, certificati e quanto altro possa giovare a stimolare lo studio e la conoscenza delle cose antiche.
  10. Appoggiare l'azione sindacale che operi per la stipulazione di accordi riguardanti il regolamento dei rapporti economici collettivi che interessano la categoria rappresentata.
  11. Delegare i rappresentanti della categoria in Enti, Consessi, Organi e Commissioni nelle quali tale rappresentanza sia prevista o richiesta.
  12. Esercitare tutte le funzioni che siano ad essa competenti e previste dal Regolamento per il Marchio Associativo di garanzia.

ARTICOLO 3
Possono far parte dell'Associazione le persone fisiche, italiane e straniere, titolari di aziende antiquarie, le persone che rivestono la qualifica di legale rappresentante di una società che svolge attività antiquaria, in Italia oppure all’estero, e le persone che siano socie delle predette società. Tali persone fisiche, per essere ammesse all'Associazione devono essere in possesso dei seguenti requisiti:
  • documenti prescritti dalla legge per il commercio di oggetti d'arte antica aventi valore storico e artistico
  • godere di prestigio, di provata competenza antiquaria e serietà commerciale.
Come soci onorari possono far parte dell'Associazione collezionisti, critici, studiosi italiani e stranieri di chiara fama. Un socio onorario potrà essere invitato dal Consiglio Direttivo dell'Associazione ad assistere in qualità di osservatore alle riunioni del Consiglio stesso, quale rappresentante della categoria dei soci onorari.
I soci onorari in Assemblea non hanno diritto di voto, non possono ricoprire cariche elettive e non sono tenuti a pagamento di quote annuali. I soci ultraottantenni sono di diritto soci onorari e non pagano la quota associativa.

ARTICOLO 4
L'ammissione all'Associazione avviene su proposta di uno o più soci o su invito del Consiglio Direttivo. Il Consiglio esaminerà la documentazione relativa e provvederà ad una attenta indagine conoscitiva a mezzo lettera, al termine della quale delibererà sull'ammissione o meno.
Un'ammissione respinta può essere ripresentata e nuovamente vagliata.
Una domanda respinta per la terza volta non viene più ammessa.
Al momento dell'ammissione dovrà essere versata una quota d'ingresso determinata dal Consiglio Direttivo.
Ogni nuovo associato, ammesso successivamente all'approvazione del presente Statuto, dovrà versare la quota annuale, fissata dal Consiglio Direttivo, a mezzo modello R.I.D. ovvero entro i primi quattro mesi dell'anno fiscale se trattasi di soci già iscritti.
Qualora gli associati dell'A.A.I., soci di una stessa azienda antiquaria, inizino una nuova attività di vendita di oggetti d'arte e di antiquariato, separata rispetto a quella originaria, su loro richiesta entrano di diritto nell'Associazione senza dover pagare la quota d'ingresso, fermo restando il pagamento dell'intera quota associativa.
Premesso che la partecipazione all'A.A.I. è a titolo personale, i soci ammessi entro il primo semestre dell'anno dovranno versare l'intera quota associativa annuale mentre quelli ammessi nel secondo semestre pagheranno il 50 % della quota

ARTICOLO 5

REGOLAMENTO PER L'USO DEL MARCHIO ASSOCIATIVO

ARTICOLO 1
L’Associazione Antiquari d’Italia, allo scopo di tutelare il prestigio della categoria antiquaria assumendo tutte le possibili iniziative che concorrono a portare la classe antiquaria all più elevata ed assoluta correttezza e dignità professionale, anche al fine di concedere sempre migliori garanzie agli acquirenti ed ai collezionisti, ha istituito un Marchio Associativo, depositato nei modi di legge.
Tale Marchio Associativo costituirà l’emblema dell’Associazione e ne contraddistinguerà gli iscritti.

ARTICOLO 2
L’uso del Marchio è limitato ai soli fini di prestigio professionale e commerciale, non può pertanto essere impiegato come elemento pubblicitario in forma diversa da quanto previsto dal presente Regolamento, ed in ogni caso quando questo uso non sia in armonia con gli scopi previsti dall’art.1. Ogni abuso sarà punito con provvedimento del Consiglio Direttivo dell’Associazione, in ossequio a quanto disposto dal successivo art. 8.

ARTICOLO 3
Il Marchio, nelle misure massime di cm. 20 x 20 dovrà essere esposto all’interno della Galleria, sulla porta d’ingresso, sulla vetrina delle ditte rappresentate dagli associati, negli spazi espositivi all’interno di mostre, fiere o esposizioni culturali.
Esso potrà essere realizzato in pittura piana o a rilievo e secondo i colori suoi stabiliti dal Consiglio oppure costituito ad effetto monocromo con tono bianco e nero, oppure ancora realizzato a rilievo in fusione di bronzo.
Eventuali altre interpretazioni del Marchio dovranno essere vagliate ed approvate, di volta in volta, dal Consiglio dell’Associazione.

ARTICOLO 4
Limitato alle misure massime di mm. 20 x 20, esso potrà comparire su tutti gli stampati della ditta, stampati che potranno essere usati come documenti commerciali in genere, pubblicazioni pubblicitarie, cataloghi di mostre, carta intestata e biglietti da visita.

ARTICOLO 5
Gli associati, e perciò autorizzati all’uso del Marchio Associativo, s’impegnano a sottostare a tutte le disposizioni del presente Regolamento e conseguentemente ad accettare le sanzioni da esso previste per i casi di trasgressione ed inadempienza.

ARTICOLO 6
Gli associati che fruiscono del Marchio s’impegnano:
  1. A non vendere al pubblico oggetti senza che vengano dichiarate le complete caratteristiche di epoca e di autenticità
  2. A rilasciare immediatamente quei documenti di garanzia dell’autenticità dell’oggetto venduto con la discrezione la più chiara e completa possibile di esso e la citazione di eventuali parziali riparazioni o restauri. Tale documento di garanzia dovrà essere corredato da fotografia, come previsto dalla Legge 20/11/1971 n° 1062.
  3. A sottostare al giudizio ed al deliberato delle Commissioni di esperti che gli Organi dell’Associazione designeranno ogni qualvolta sorga conflitto sull’autenticità di un oggetto venduto da un aderente all’Associazione a qualsiasi acquirente.
  4. A non adire le vie legali senza aver prima sentito il parere ed aver ottenuto regolare autorizzazione del Consiglio Direttivo dell’Associazione, per questioni e controversie insorte tra gli associati.
  5. Ad accettare tutte le sanzioni previste da questo Regolamento qualora un associato aderente sia riconosciuto in dolo o in colpa.

ARTICOLO 7
Il Consiglio Direttivo, a seguito delle decisioni delle Commissioni di Esperti, di volta in volta nominate, che riconoscano in colpa o dolo un associato, provvederà:
  1. in prima istanza a richiamare per iscritto l’associato in oggetto ai doveri associativi, comminando l’ammonizione solenne.
  2. in caso di recidiva, alla sospensione dell’associato riconosciuto in colpa, privandolo dell’uso del Marchio Associativo per un periodo di sei mesi, dando informazione del provvedimento nell’ambito associativo.
  3. a radiare dall’Associazione l’associato che fosse per la terza volta riconosciuto in dolo o in colpa, informandone gli associati.

ARTICOLO 8
Le Commissioni di esperti, per giudicare e deliberare nei casi di controversie previsti all’art. 6, capoverso c), saranno formate da cinque membri scelti come segue:
  • un membro designato dal Presidente della Camera di Commercio del luogo in cui ha sede l’Associazione. Tale membro svolgerà le funzioni di Presidente;
  • tre antiquari membri dell’Associazione particolarmente esperti nel settore artistico cui l‘oggetto in contestazione appartiene;
  • un membro scelto tra i critici d’arte o personalità del mondo accademico artistico di chiara fama.
I nomi degli esperti saranno tenuti segreti ed il loro giudizio sarà comunicato nella sua interezza soltanto se richiesto dalle parti in contestazione.
Parimenti non si renderanno noti ai membri della Commissione i nomi delle parti interessate alla vertenza.

ARTICOLO 9
A salvaguardia del prestigio del Marchio Associativo, gli associati, consapevoli di avere accettato le obbligazioni fissate nel Regolamento, si impegnano:
  1. A non compiere azioni denigratorie in qualsivoglia maniera verso altri associati. Quando però fosse loro nota la violazione da parte di una associato del norme del presente Regolamento, dovrà segnalare per lettera raccomandata diretta al Presidente le eventuali suddette violazioni.
  2. Ad accogliere ed accettare i consigli e ad uniformarsi a tutte le direttive ed ai provvedimenti emessi dagli organi associativi, sia interessanti un associato in particolare, sia in generale nell’interesse dell’Associazione.
  3. A non intraprendere iniziative di qualsiasi natura, anche quando si vuole tutelare gli interessi dell’Associazione Antiquari d’Italia, senza che queste siano state preventivamente concordate con il Consiglio Direttivo.
Le violazioni di cui sopra comportano le sanzioni previste dall’art. 7.