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Simone Facchinetti

Carlo Orsi è il nuovo Presidente degli Amici di Brera

Succede a Aldo Bassetti che ha ricoperto la carica dal 2007.

Carlo Orsi è stato nominato Presidente degli Amici di Brera. Succede a Aldo Bassetti che ha ricoperto la carica dal 2007, mantenendo comunque quella di Presidente onorario.

Siete come Papa Ratzinger e Papa Francesco?
Per certi versi è così, anche la nostra è una carica che non ha una scadenza, proprio per questo motivo ho intenzione di innovare, seguendo le orme del passato.

Fabrizio Moretti fa parte del Comitato scientifico degli Uffizi, tu ora hai ricevuto questa nomina. Anche solo pochi anni fa sarebbe stato impensabile che due antiquari ricoprissero ruoli del genere. Cosa è successo?
È cambiato il mondo e la nostra categoria si è evoluta. Da molti anni intratteniamo rapporti virtuosi con le istituzioni dello Stato e credo che questi risultati siano anche l’esito di un lavoro fatto in condivisione. In fondo abbiamo tutti a cuore la nostra storia e desideriamo che sia valorizzata come merita.

Se potessi comprare un’opera di Brera, come si faceva un po’ di anni fa all’Ambrosiana, cosa sceglieresti?
Il Portarolo di Giacomo Ceruti. Una donazione che risale a Giovanni Testori. Il dipinto era stato di mio padre, perciò nutro un particolare legame affettivo con quell’opera. A parte gli scherzi uno dei nostri scopi è proprio quello di arricchire il patrimonio del museo, quindi dovremo lavorare per accrescerlo. Anche per questo motivo vorrei moltiplicare il numero degli Amici di Brera, fare in modo che più persone si affezionino a una delle maggiori pinacoteche europee.

È tradizione che il Presidente degli Amici durante il suo mandato faccia un dono a Brera. Alberto Saibene donò la Cleopatra morente di Guido Cagnacci, Lamberto Vitali l’Enfant Gras di Amedeo Modigliani, tu che intenzioni hai?
In passato, quando ancora non ero neppure consigliere degli Amici, donai un busto di Vincenzo Monti di Abbondio San Giorgio. Quindi non posso che migliorare…

Hai avuto la fortuna di iniziare il tuo mandato con una Pinacoteca che durante la direzione di James Bradburne ha probabilmente toccato il suo apogeo. Certo, per il resto, non è un bel periodo.
Concordo. È una sfida e, che mi conosce, sa che non amo perdere.