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Men of Fire

Orozco e Pollock ad Hanover, uomini di fuoco.

di Marco Riccomini
  • Jose Clemente Orozco," The Epic of American Civilization" (particolare). Hanover ("NH), Dartmouth College, Baker-Berry Library.
    Jose Clemente Orozco," The Epic of American Civilization" (particolare). Hanover ("NH), Dartmouth College, Baker-Berry Library.
  • Jose Clemente Orozco," The Epic of American Civilization" (particolare). Hanover ("NH), Dartmouth College, Baker-Berry Library.
    Jose Clemente Orozco," The Epic of American Civilization" (particolare). Hanover ("NH), Dartmouth College, Baker-Berry Library.

Vagando in cerca di qualcosa da vedere son capitato questa estate ad Hanover (sì, con una enne sola). Emigrati dalla Bassa Sassonia, i nostalgici fondatori della piccola cittadina del New Hamsphire nel trascriverne il nome all’anagrafe si devono essere scordati una consonante, forse per la fretta. Nascosto nel seminterrato della locale Baker-Berry Library, sta The Epic of American Civilization, il grande murale dipinto tra il 1932 ed il 1934 da Jose Clemente Orozco. Le immagini sono crude, come molte delle sue pitture, ed i colori acidi e dissonanti. La carrellata cinematografica parte dai sacrifici pre-ispanici e arriva a quelli moderni e bellici. In mezzo, sombrero bianco e doppia bandoliera al petto, sta di guardia il messicano Zapata, fucile in mano; un guerrigliero meticcio (oggi si direbbe terrorista) sulla cui testa di questi tempi ronzerebbe un drone lanciato da una lontana portaerei del Pacifico. Gli fanno coro Cortéz in armatura di metallo e moderni banchieri che affondano il naso in montagne di danaro (e forse Disney ne trasse spunto per il suo Scrooge McDuck, ossia zio Paperone), accademici e professori togati con la maschera impassibile della morte, armi grigie e cannoni in un epoca di crisi delle borse e di sanguinarie guerre imminenti e da poco combattute. Da qualche mese è stato inserito nella lista degli National Historic Landmark, i luoghi cardine per la storia della confederazione e ad Hanover ne vanno giustamente fieri. Se ne esce, però, alla luce accecante del sole agostano, con un vago senso d’inquietudine, per quei fotogrammi di devastazioni, violenza e miseria. Ci si consola pensando che il mondo in fondo è tondo e che da una cosa ne nasce un’altra. Pollock, ad esempio, lo vide nel 1936 e trasse ispirazione per le sue prime tele come insegna la mostra “Men of Fire: José Clemente Orozco and Jackson Pollock”. E poco dopo ispirazione ne hanno tratta di sicuro anche alcuni fumettisti della Marvel e affini, stregati dal serrato impaginato del muralista jalisqueño. Resta da chiedersi se servirà anche di lezione e da monito ai giovani studenti del Dartmouth College; ma è probabile che questi lo guardino distrattamente, come si fa con le immagini in diretta della CNN mentre si addenta in fretta un double cheeseburger.

03.10.2014
Le immagini sono crude, come molte delle sue pitture, ed i colori acidi e dissonanti. La carrellata cinematografica parte dai sacrifici pre-ispanici e arriva a quelli moderni e bellici
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