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Bruce Chatwin rigattiere

Ricordo a 80 anni dalla nascita

Simone Facchinetti
Bruce Chatwin rigattiere

Ottant’anni fa nasceva Bruce Chatwin (1940-1989), il celebre autore di In Patagonia. Molti ricorderanno il testo del telegramma che pare abbia scritto prima di licenziarsi dal Sunday Times nel 1975: “andato in Patagonia”, goodbye.

Meno noti sono i suoi trascorsi da esperto d’arte, una carriera che ha intrapreso sin da giovanissimo: dall’età di diciott’anni, quando aveva capito che l’università di Oxford gli sarebbe stata preclusa. Come si suol dire ha iniziato dalla gavetta, da Sotheby’s, nel ruolo di magazziniere. Uno dei motivi per cui fu assunto pare fosse il suo bell’aspetto, un criterio che vale ancora oggi. All’epoca il genere femminile era selezionato secondo un principio diverso, ma non meno strumentale e cinico: il grado di parentela con detentori di ingenti collezioni (pronti a vendere o, alternativamente, ad acquistare, non faceva nessuna differenza).


"In poco tempo era passato dal reparto degli arredi a quello delle porcellane e dei vetri, per dividersi, infine, tra quello di antichità greco-romane e uno di nuova formazione, destinato a un’enorme fortuna, dedicato alla pittura impressionista."


Chatwin aveva fiuto ed era intraprendente. In poco tempo era passato dal reparto degli arredi a quello delle porcellane e dei vetri, per dividersi, infine, tra quello di antichità greco-romane e uno di nuova formazione, destinato a un’enorme fortuna, dedicato alla pittura impressionista. Già da queste rapide scorrerie si poteva intuire la strada che avrebbe ben presto intrapreso: “andato in Patagonia”.

I colleghi del tempo lo descrivono come molto abile, addirittura infallibile nel capire la qualità degli oggetti e, soprattutto, nello smascherare i falsi. Alcuni suoi scritti sull’argomento si leggono in Che ci faccio qui?, curiose storie di collezionismo. Sullo stesso argomento c’è anche un romanzo breve: Utz.

Alla fine della sua vita, proprio lui che aveva scelto di vivere per molti anni in una casa vuota e bianca come una clinica, si sarebbe arreso al demone a cui aveva sempre resistito, accumulando oggetti e cianfrusaglie di ogni tipo.

11.06.2020
I colleghi del tempo lo descrivono come molto abile, addirittura infallibile nel capire la qualità degli oggetti e, soprattutto, nello smascherare i falsi
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