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Il trittico e il polittico. Da Ferrara a Bologna

Da pochi giorni, dalla riapertura post lockdown, è esposto nella sala 3, quella dedicata alla celebre Officina ferrarese, un piccolo ma prezioso trittico con le Storie della Passione, opera degli anni ’90 del Quattrocento di Giovan Francesco Maineri

Leonardo Piccinini
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Cercando di evitare accuratamente quanto accade al piano terra (Banksy è un vero genio dell’hic et nunc, viceversa le mostre che speculano su di lui, oltre a essere sconfessate dal protagonista si trascinano come un vecchio circo da una città all’altra) si salgano le scale del ferrarese Palazzo dei Diamanti per riscoprire una Pinacoteca Nazionale (oggi parte delle Gallerie Estensi, creazione “franceschiniana” diretta da Martina Bagnoli) completamente rinnovata. Nuove luci, nuovi colori per i sontuosi saloni che nella seconda metà del ‘500 gli Estensi fecero decorare (forse inconsapevoli che di lì a poco, 1598, avrebbero dovuto lasciarli per ritirarsi a Modena), riportati al fasto che meritano. Particolarmente impressive l’infilata di sale che si conclude col grandioso polittico che il nobile ferrarese Antonio Costabili commissionò a Garofalo e Dosso Dossi.


“Gli appassionati di arte ferrarese non faticheranno a trovare corrispondenze formali fra le tre tavole del trittico e le opere dell’ultimo grande maestro dell’Officina quattrocentesca, Ercole de’ Roberti. La Crocefissione con il Cristo affiancato dai due ladroni drammaticamente atteggiati sui legni posti in prospettiva richiama probabilmente l’affresco dipinto da Ercole nella distrutta cappella Garganelli in San Pietro a Bologna, opera sulla quale si formò un’intera generazione di artisti emiliani”


Da pochi giorni, dalla riapertura post lockdown, è esposto nella sala 3, quella dedicata alla celebre Officina ferrarese, un piccolo ma prezioso trittico (22x10 cm ciascun pannello) con le Storie della Passione, opera degli anni ’90 del Quattrocento di Giovan Francesco Maineri. Già esposto dalla galleria Benappi all’ultima Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze con un brillante, imperdibile saggio di Andrea De Marchi (Per gli inizi di Giovan Francesco Maineri fra Ercole e i tedeschi: una Passione in tre atti), è da poco stato acquistato dalle Gallerie Estensi. “Gli appassionati di arte ferrarese non faticheranno a trovare corrispondenze formali fra le tre tavole del trittico e le opere dell’ultimo grande maestro dell’Officina quattrocentesca, Ercole de’ Roberti. La Crocefissione con il Cristo affiancato dai due ladroni drammaticamente atteggiati sui legni posti in prospettiva richiama probabilmente l’affresco dipinto da Ercole nella distrutta cappella Garganelli in San Pietro a Bologna, opera sulla quale si formò un’intera generazione di artisti emiliani” scrive Marcello Toffanello. Proprio a Bologna, a Palazzo Fava, grazie alla collaborazione di tanti musei del mondo (Ferrara compresa), da non perdere la mostra sul Polittico Griffoni, curata da Mauro Natale in collaborazione con Cecilia Cavalca.

La bellezza ipnotica degli occhi di Santa Lucia, maneggiati come fossero fiorellini, una delle bizzarre, poetiche, invenzioni di Francesco del Cossa, normalmente riservata ai visitatori della National Gallery di Washington, vale da sola il viaggio.

 

 

11.06.2020
La bellezza ipnotica degli occhi di Santa Lucia, maneggiati come fossero fiorellini, una delle bizzarre, poetiche, invenzioni di Francesco del Cossa, normalmente riservata ai visitatori della National Gallery di Washington, vale da sola il viaggio.
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