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ME NE FREGO

Talvolta, a orecchie vergini, cover di pezzi del passato suonano nuove.

di Marco Riccòmini
  • Michelangelo, La Pietà. Roma, Basilica di San Pietro (1497-1499)
    Michelangelo, La Pietà. Roma, Basilica di San Pietro (1497-1499)
  • David LaChapelle, American Jesus: Hold me, carry me boldly (2009)
    David LaChapelle, American Jesus: Hold me, carry me boldly (2009)
  • Screenshot del video Me ne frego di Achille Lauro (2020)
    Screenshot del video Me ne frego di Achille Lauro (2020)

Al palato di un adolescente il ‘passato’ ha, generalmente, il sapore di una medicina amara. Ed è così da sempre. Chi vi scrive, a quell’età, partiva per lunghi e perigliosi viaggi in altri continenti, solo per la voglia di ‘rompere’ con la generazione dei nostri padri (ossia col ‘passato’), che viaggiava poco, o andava poco lontano. La stessa voglia di stupire che oggi, magari, spinge gli adolescenti e i loro idoli verso i lidi di una sessualità ambigua e ostentata. A chi si rivolge un rapper che, a cominciare dalla sua stessa persona, esibisce una voglia di ‘rottura’? A quale pubblico pensa il suo ‘ufficio marketing’ quando pianifica la sua immagine? Me lo chiedo dopo aver visto il video del brano Me ne frego, presentato da poco a Sanremo. A sorprendere, infatti, non è tanto il testo della canzone, quanto il videoclip che la promuove.


"Perché l’immagine che si è scelta – del performer adagiato, nudo ed esangue, sulle ginocchia d’una donna mesta e velata – è ricalcata dal celeberrimo marmo del Buonarroti in San Pietro a Roma."


Perché l’immagine che si è scelta – del performer adagiato, nudo ed esangue, sulle ginocchia d’una donna mesta e velata – è ricalcata dal celeberrimo marmo del Buonarroti in San Pietro a Roma. E non ha molta importanza se, magari, la mediazione è passata dalla ‘Deposizione’ di Michael Jackson ideata da David LaChapelle nel 2009. Quel che sorprende è che, per accompagnare un brano musicale che si vuole di ‘rottura’, si sia scelta una composizione iconica, che se fosse tradotta in musica non potrebbe che essere ‘classica’. Chissà se i fan di Achille Lauro colgono l’omaggio. Talvolta, a orecchie vergini, cover di pezzi del passato suonano nuove. Teniamolo a mente la prossima volta che esitiamo a presentare una copia dall’antico.

 

05.04.2020
Quel che sorprende è che, per accompagnare un brano musicale che si vuole di ‘rottura’, si sia scelta una composizione iconica, che se fosse tradotta in musica non potrebbe che essere ‘classica’. Chissà se i fan di Achille Lauro colgono l’omaggio.
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