The Galleria Carlo Virgilio opened in 1979, pioneering a revival in neoclassical and academic drawings in Italy. After beginning with a specialized interest in late 18th to early 20th century drawings, the gallery reached out to painting and sculpture, mostly from the 18th and 19th centuries, and extended its chronological horizons to include Old Masters and Contemporary art. Among the gallery's clients are: J. Paul Getty Museum, Los Angeles; Musée du Louvre, Paris; Gallerie dell'Accademia, Venice; Museo del Prado, Madrid; Art Institute, Chicago; Galleria delle Marche, Urbino; Wolfsonian-Fiu, Miami; Hamburger Kunsthalle, Hamburg; Palazzo Pitti, Florence; Liechtenstein Museum, Vienna and the Berkeley Art Museum in California.
La Galleria Carlo Virgilio di Roma presenta, dal 28 gennaio al 27 febbraio 2026, Tullio Pericoli: doppio sguardo. Ritratti e paesaggi 1986–2025. Una mostra che vuole essere insieme l’omaggio a un artista che lavora da oltre mezzo secolo con curiosità e rigore poetico intatti, e il riconoscimento di una presenza attiva e vitale nel panorama culturale italiano. È un percorso artistico complesso quello di Pericoli, marchigiano di nascita e milanese di adozione, che la mostra ripercorre attraverso 17 ritratti e 26 paesaggi lungo quasi quarant’anni di attività, mettendo in luce la coerenza e, al tempo stesso, l’evoluzione del suo linguaggio. Dal segno più analitico a quello più rarefatto, dalla figurazione riconoscibile a una sintesi più mentale, Pericoli si è sempre confrontato con l’arte del passato, con i grandi maestri, con storie, volti e paesaggi, intesi come occasioni di conoscenza più che esclusivamente come soggetti da rappresentare.
L’effige enigmatica e sognata della giovane modella, ritagliata sullo sfondo evocativo della campagna romana, eseguita da Gerôme appena ventenne e da poco giunto a Roma insieme al maestro Paul Delaroche, è una delle immagini più emblematiche di quella naturale, fiera bellezza femminile romana cui i viaggiatori stranieri di stanza nella capitale pontificia attribuirono per tutta la prima metà dell’Ottocento, e oltre, una connotazione esotica e una valenza primigenia, quando non vi riconoscevano i tratti perfetti delle donne raffaellesche o l’ideale canone di bellezza della civiltà greca (Barroero 2003). Nello studio di Gerôme fino alla sua morte, il dipinto qui esposto fu acquistato nel 1966 in occasione della vendita postuma dello studio del pittore.
Inscribed lower centre: “Retratto del Professore Rolla”