Nata dalla fusione di due storiche gallerie, entrambe con una lunga tradizione nel settore dell'antiquariato e dell'arte, Antonacci Lapiccirella Fine Art si distingue per una visione colta ed eclettica. Francesca Antonacci e Damiano Lapiccirella, soci fondatori e coppia nella vita, instancabili ricercatori del bello, condividono una passione inesauribile per l’unicità dell’opera d’arte. Il loro approccio è una costante esplorazione dell’arte intesa come espressione della cultura e del tempo, con un’attenzione quasi ossessiva alla qualità e alla rarità. Ogni selezione è il frutto di un’attenta indagine storico-artistica. La galleria è specializzata in dipinti, disegni e sculture dalla seconda metà del XVIII secolo alla prima metà del XX secolo, con un focus particolare sulle opere del Grand Tour. La selezione spazia dai grandi protagonisti del Neoclassicismo alla pittura en plein air degli artisti stranieri in Italia, dalle nordiche suggestioni simboliste alle atmosfere sospese del Realismo Magico, in un percorso che unisce rigore storico e istinto estetico. Nel corso degli anni la galleria ha partecipato alle più prestigiose Mostre dell’Antiquariato quali Salon du Dessin Parigi, Masterpiece Londra, TEFAF New York, La Biennale des Antiquaires Parigi; espone regolarmente a TEFAF Maastricht, alla Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Palazzo Corsini a Firenze e Arte e Collezionismo a Roma. Molte opere sono entrate a far parte di importanti collezioni pubbliche quali la National Gallery di Washington, il Getty Museum di Los Angeles, la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze, il Polo Museale Fiorentino, il Museo di Capodimonte, il Museo di Praga, il Museo di Villa Mansi a Lucca, il Museo di Fontainebleau, l’Hamburger Kunsthalle di Amburgo, il Musée D’Orsay, la Galleria degli Uffizi a Firenze, The Toledo Museum of Art, Cincinnarti Art Museum, Minneapolis Institute of Art, National Gallery of Canada, così come di numerose prestigiose collezioni private.
Tra le opere presentate, Ritmi un capolavoro di Attilio Selva del 1914, presentato alla Terza Mostra della Secessione a Roma del 1915, una seducente scultura esempio di una modernità composta e misurata, dove ogni equilibrio formale sembra nascere da un sapiente gioco di pesi, pause e giustapposizioni. Dello stesso raffinato gusto secessionista è permeata anche l'opera di Vito Timmel, Amazzone del 1915, un capolavoro di straordinaria forza evocativa esposto alla Quadriennale di Torino del 1923. Cambia atmosfera, ma non intensità, con un curioso e raffinato dipinto del 1832 di Victor Delacroix - artista dal cognome inevitabilmente suggestivo - ispirato al romanzo del celebre scrittore scozzese Walter Scott L’Antiquario. E poi un’apparizione rarefatta: una Penelope di Alberto Savinio, disegno del 1945 di straordinaria finezza, sospeso tra mito, memoria e quell’inconfondibile eleganza enigmatica che rende il suo linguaggio così unico.
Un curioso e raffinato dipinto del 1832 di Victor Delacroix - artista dal cognome inevitabilmente suggestivo - ispirato al romanzo del celebre scrittore scozzese Walter Scott "L’Antiquario". In una scena carica di tensione narrativa, tempesta, mare in burrasca ed eroismo letterario si traducono in una pittura di grande qualità, capace di trasformare un episodio romantico in un racconto visivo vivido e coinvolgente.
Firmato e datato in basso a destra: Benouville Rome 1864 Provenienza: probabilmente Vendita della Principessa Matilde Bonaparte, Parigi, 18-19 maggio 1904, n. 90, 210 F
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