Unico esemplare noto, Ritmi, capolavoro di Attilio Selva del 1914, esposto alla Terza Mostra della Secessione Romana del 1915, rappresenta uno dei vertici della ricerca plastica dell'artista. In un momento di profonda riflessione sul rapporto tra tradizione e modernità, Selva elabora un linguaggio personale che guarda alla purezza dell'arte classica, ma la interpreta attraverso una sensibilità pienamente contemporanea, affine alle istanze della cultura secessionista europea. Seducente esempio di una modernità composta e misurata, la scultura coniuga il rigore classico con una nuova sensibilità formale e libertà ritmica: ogni equilibrio nasce da un sapiente gioco di pesi, pause e giustapposizioni, mentre il profilo sinuoso della figura si sviluppa in una tensione silenziosa fatta di pieni e di vuoti.
Provenienza: Eredi Selva, Roma; Galleria Francesca Antonacci, Roma; Collezione privata, Milano. Esposizioni: Roma 1915; Zurigo 1918; Monza 1923; Trieste 1939; Roma 1987, Roma 2008.