Maurizio Canesso
Galleria Canesso
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Galleria Canesso
Via Borgonuovo 24
20121 Milano (MI)
T +39 02 9155 5544

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26 rue Lafitte
75009 Parigi
T +33 1 402 261 71

L’attività della Galleria Canesso ruota principalmente attorno ad artisti italiani o che abbiano lavorato in Italia nell’arco di tempo compreso tra il Rinascimento e il Settecento. La scelta dei dipinti, per lo più inediti, spazia dalla pittura di genere a soggetti di carattere storico, con un’attenzione particolare per i ritratti e le nature morte. Tra i musei ai quali la Galleria Canesso ha venduto i suoi dipinti si possono ricordare: il Metropolitan di New York, Lacma di Los Angeles, la National Gallery of Canada di Ottawa, la National Gallery of Victoria di Melbourne, il Louvre di Parigi, il Musée Fabre di Montpellier, il Louvre di Abu Dhabi. La Galleria Canesso si rivolge inoltre a una clientela privata internazionale estremamente attenta ed esigente. Inizialmente situata a Parigi in rue Rossini, nel quartiere Drouot, la Galleria ha inaugurato nel 2005 uno spazio più ampio nel 9° arrondissement, in rue Laffitte. Nel 2021 Maurizio Canesso, lombardo di nascita, ha deciso di aprire un nuovo spazio a Milano, in via Borgonuovo 24.

Orsetto

1710-1730
Olio su tela, 48 x 65 cm

I caratteri stilistici e la rigorosa descrizione dell’animale, degna di un artista versato sicuramente nel genere pittorico naturalistico legato alla documentazione scientifica, consentono di poter riferire con certezza l’opera al catalogo autografo di Bartolomeo Bimbi, figura di punta della pittura naturamortista fiorentina in età tardo-barocca. Bimbi fu avviato in giovane età allo studio della pittura a Firenze e a Roma dove fu allievo di Mario de’ Fiori e si orientò verso la natura morta. L’attenta e sorvegliata descrizione della realtà unita all’impeccabile abilità pittorica favorirono la richiesta di dipinti dell’artista: per la nobiltà locale e per la famiglia granducale medicea, in particolare per Cosimo III per il quale fu impegnato soprattutto come documentarista scientifico. In stretto contatto con studiosi e scienziati, lavorò per vari decenni alla realizzazione di tele, dal rigore quasi iperrealista, raffiguranti fiori, frutta, ortaggi e animali.


Natura morta con mele e uva in una coppa, fiori in un vaso, cedri, melograni, limoni verdi e insetti

1620-1630
Olio su tela, cm 65,5 x 93

Il dipinto si pone come un magnifico esempio della cultura figurativa a Milano tra 1620 e 1630. Forte il rapporto con la natura morta “arcaica” propriamente milanese, rappresentata dal Piatto d’argento con pesche (collezione privata) di Giovanni Ambrogio Figino (1553-1608), dipinta tra il 1591 e il 1594. Rispetto alla tradizione lombarda, la composizione è qui sviluppata in una dimensione più ampia, con una disposizione su più piani e soprattutto su fondo chiaro. Il pampino di vite con le foglie accartocciate è poi un evidente rimando alla Canestra di frutta del Caravaggio, nella collezione del Cardinale Federico Borromeo già nel 1607. La precisione lenticolare con cui sono resi i riflessi della finestra sul vaso di vetro, come le tante altre annotazioni realistiche che connotano il dipinto, denunciano la conoscenza della pittura nordica ed in particolare delle composizioni di Francesco Codino.