Alessandra Di Castro
Alessandra Di Castro S.r.l.
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Alessandra Di Castro S.r.l.
Piazza di Spagna 4
00187 Roma (RM)
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Appena dopo i miei 40 anni, con il sostegno di mio padre, ho aperto la galleria di Piazza di Spagna 4 che oggi rappresenta l’unico indirizzo della mia attività di antiquaria. Ogni anno espongo al Tefaf di Maastricht (sin dal 1998), al Tefaf New York Fall e alla Masterpiece fair di Londra. Partecipo inoltre alla Biennale dell’Antiquariato di Firenze e dal 2020 a Modenantiquaria. Dopo aver organizzato congiuntamente una mostra nel 2015 ad Academy Mansion a New York, ho avviato una collaborazione con la Galerie Kugel e con la Galerie Brimo de Laroussilhe di Parigi. Dal 2016 al 2019 abbiamo condiviso uno spazio espositivo a Madison Avenue, dove abbiamo organizzato diverse mostre in concomitanza con gli appuntamenti della città dedicati al mondo dell’arte. Nell’ottobre 2019 ho partecipato per la prima volta al Masterpiece Pavilion di Hong Kong, in uno stand collegiale tra antiquari e galleristi europei all’interno della Fine Art Asia di Hong Kong. Tra le ultime pubblicazioni della Galleria posso citare: - F. Leone: Per Johann Paul Schor Pittore. Il Carro d’Oro del Principe Borghese per il Carnevale di Roma del 1664 (2017) - The Bernini Arsenale of Civitavecchia by Viviano Codazzi and Filippo Lauri, 1668, (2018) - Prince Stanislaw Poniatowski’s Gems (2019). Per quanto riguarda il mio percorso accademico, mi sono diplomata in Arti Decorative e Figurative allo Study Center di Londra. Per la mia laurea italiana alla Sapienza, ho studiato un virtuoso pittore animalier della Roma neoclassica: Venceslao Peter, le cui opere, ritratti di animali a riposo o scene di lotta dall’Antico, decorano la Galleria Borghese e la Pinacoteca Vaticana. Nel mese di aprile 2019 sono stata insignita dal Bard Graduate Center di New York dell’Iris Foundation Award . Nel febbraio 2021 ho partecipato a un bando per un incarico di insegnamento presso la facoltà di lettere e filosofia all’Università La Sapienza sul tema “Storia della Connoisseurship e metodi di riconoscimento delle arti decorative italiane”. Dal dicembre 2019 rivesto l’incarico di Presidente dell’Associazione Antiquari d’Italia, dopo esserne stata Consigliere dal 2006. Faccio parte del Comitato Direttivo della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze e dell’ Exhibitor Committee di MasterpieceFair di Londra. Nel giugno 2020 sono stata nominata componente del Board Of Trustees di TEFAF. Nel 2012 ho ricevuto l’incarico di Direttore del Museo Ebraico di Roma che ho svolto da volontaria e che ho mantenuto fino al 2017. Durante questo periodo, ho co-curato la mostra Menorà: Culto, Storia e Mito con Francesco Leone e Arnold Nesselrath al MER e ai Musei Vaticani da maggio a luglio 2017. Nel febbraio 2019 sono stata nominata Presidente della Fondazione per il Museo Ebraico di Roma, attività che svolgo in stretta collaborazione con la Comunità Ebraica e con il sostegno di diverse Associazioni filantropiche internazionali. A Roma i Di Castro operano nel mondo dell’antiquariato da quattro generazioni. Alberto Di Castro, figlio di Leone – anch’egli antiquario – abbandonò negli anni ‘30 del secolo scorso la ditta paterna in Borgo per avviare un suo negozio a Via del Babuino 102. All’indomani delle persecuzioni razziali, riuscì a riaprire il negozio di mobili e di argenteria antica e negli anni, addirittura ampliò gli spazi espositivi con un secondo ingresso su Piazza di Spagna. La Ditta Di Castro si connotò per la pionieristica e lungimirante valorizzazione del cosiddetto fasto romano a partire dagli anni ‘50. Franco Di Castro, mio padre, ha allargato ulteriormente il raggio d’azione dell’attività di famiglia, interessandosi sempre più alla pittura e frequentando con grandi risultati il mercato internazionale, da cui ha ricondotto in Italia un cospicuo numero di opere d’arte, in parte esposte in collezioni pubbliche. Mio fratello Alberto ed io abbiamo affiancato insieme, e fin da giovanissimi, nostro padre nella conduzione della galleria storica, meta privilegiata di collezionisti, di colleghi antiquari, di storici dell’arte, curatori di musei, funzionari delle Soprintendenze, amatori e appassionati di antichità provenienti da tutto il mondo, sollecitati e attratti dall’originalità delle nostre scelte di mercato. Nel 2009 ho deciso di aprire la mia galleria in Piazza di Spagna 4. Ho inaugurato con una mostra di cammei antichi e di intagli in pietra dura. La conoscenza e lo studio di ciò che amo comprare, oggetti rari e curiosi, marmi colorati, mosaici, dipinti e sculture, è un punto chiave del mestiere che ho scelto fin da ragazzina guardando lavorare mio padre, un mestiere nobile e di grande tradizione che fa dell’affidabilità e della fiducia che si acquisisce presso una clientela variegata e cosmopolita, spesso colta e molto preparata, un elemento determinante del processo di vendita. Affronto ogni progetto nuovo, che sia la pubblicazione di una scoperta o lo spazio espositivo di una fiera internazionale, con il coraggio e con l’ambizione dichiarata di presentare al pubblico momenti e attori della storia dell’arte poco studiati o insufficientemente consacrati dalla critica, accostamenti sorprendenti. Naturalmente senza mai rinunciare alla qualità eccezionale , all’autenticità e all’originalità che caratterizzano la scelta attenta di ogni singola opera. Anche questo per promuovere e comunicare ad un mercato sempre più globale ed esigente la caleidoscopica, inesauribile, a volte spiazzante ricchezza delle arti decorative e figurative italiane.

Vaso di porfido in forma di cratere con alzata. Finiture di bronzo dorato

Roma o Parigi, 1780-1790
Porfido; bronzo dorato, 47.5 (h) x (⌀) 24.5 cm

Un interessante confronto per questo cratere sono i due Vasi Medici oggi al Louvre provenienti dalla collezione del duca d’Aumont. Louis-Marie-Augustin duca d’Aumont (1709-1782) possedeva una cospicua collezione di vasi di marmi diversi, tra cui il porfido. Molti dei vasi della sua collezione provenivano da Roma privi di montature e a Parigi furono arricchiti degli elementi di bronzo dorato. Anche per questo vaso non è da escludere che le finiture di bronzo dorato siano state compiute a Parigi; mentre il vaso è stato certamente realizzato a Roma.


Collana in oro con perle e rubini

Roma, 1850 circa
Monogramma “CC” sul verso, per Castellani, mm 395 l

Nove cammei ovali in sardonica dall’antico, di cui uno firmato “ΠΙΧΛΕΡ” in lettere greche: tre al centro, mm 25h circa; quattro ai lati, mm 21h circa; due alle estremità, mm 18h circa.