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A cura di Luigi Ficacci e Simonetta Tozzi.

Piranesi. La fabbrica dell'utopia.

Roma, 2017. Cm. 28x23, pagg. 213, numerose ill. in nero e a col. n.t., brossura.

Catalogo della mostra tenutasi a Roma, Palazzo Braschi dal 16 giugno al 15 ottobre 2017.

“Piranesi. La fabbrica dell’utopia” presenta un’ampia selezione delle opere più significative del grande incisore e architetto veneziano Giovanni Battista Piranesi (1720-1778), figura centrale per la cultura figurativa del Settecento europeo, che applicò la matrice vedutistica della propria formazione veneta a una immediata passione per le grandiose rovine di Roma, dove si trasferì nel 1740. Con una scelta di oltre 200 opere grafiche, provenienti dalla Fondazione Giorgio Cini e dalle collezioni del Museo di Roma di Palazzo Braschi, viene data piena illustrazione alla sua variegata attività, caratterizzata da visioni prospettiche scenograficamente esasperate e da violenti effetti luministici. Il suo stile ne fece uno degli artisti di maggior successo, in un mercato artistico in veloce espansione qual era quello romano nel periodo culminante del Grand Tour internazionale. Un immaginario di grande impatto emotivo sulla cultura del tempo, protrattosi fino ai giorni nostri coinvolgendo arte, letteratura, teoria e pratica architettonica, fino alla moderna cinematografia. Il ricco repertorio visivo è completato dalle restituzioni fotografiche dell’unica, effettiva realizzazione architettonica lasciataci da Piranesi, la chiesa di S. Maria del Priorato, in un gruppo di opere appositamente eseguite dal fotografo Andrea Jemolo. Grazie alla tecnologia del Laboratorio di Robotica Percettiva della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, una scelta d’immagini in versione tridimensionale delle celebri Carceri piranesiane restituisce infine tutto il fascino di queste visioni fantastiche e irreali.

2017
40.00 €
 
Mancini, Federica.

Musée du Louvre. Inventaire Général des dessins italiens Tomo XI: Dissins Génois XVIe-XVIIIe Siècle.

Milano, Officina Libraria, 2017. Cm. 27x21, pagg. 365, centinaia di ill. a colori n.t., tela con titoli in oro.

Dal 1972, il département des Arts graphiques del Louvre pubblica metodicamente l’inventario generale dei disegni italiani conservati nelle sue collezioni. Questo volume, il decimo della serie, è dedicato ai disegni bolognesi ed emiliani del XVII secolo.
Il Seicento è da tutti considerato il secolo d’oro della pittura bolognese, che trasformò non solo la città felsinea ma vide molti dei suoi maggiori artisti recarsi a Roma, la capitale del Barocco, per decorare chiese e palazzi della città eterna (basti pensare alla Galleria Farnese di Annibale Carracci piuttosto che alle cupole affrescate da Lanfranco).
Il volume contiene più di novecento disegni di artisti come Ludovico e Annibale Carracci, Bartolomeo Cesi, Bartolomeo Schedoni, Guido Reni, Giovanni Lanfranco, Elisabetta Sirani, Giuseppe Maria Crespi e Donato Creti e traccia l’evoluzione del disegno a Bologna e in Emilia, dall’Accademia degli Incamminati fino all’irraggiamento barocco e classicista.

2017
95.00 €
 
A cura di Gonzalo Redin Michaus.

Da Caravaggio a Bernini. Capolavori del Seicento italiano nelle Collezioni Reali di Spagna.

Milano, 2017. Cm. 28x24, pagg. 326, numerose ill. e tavole a colori n.t., brossura.

Catalogo della mostra tenutasi a Roma, Scuderie del Quirinale dal 14 aprile al 30 luglio 2017.

Attraverso una straordinaria selezione di dipinti e sculture del Patrimonio Nacional, questo volume illustra gli strettissimi legami stabiliti nel corso del Seicento tra la corte spagnola e gli Stati italiani, i cui governanti impiegarono tali opere quali doni diplomatici per guadagnarsi il favore dei sovrani di Spagna.

La meravigliosa Conversione di Saulo di Guido Reni, appena riscoperta, fu ad esempio donata a Filippo IV per garantire la protezione della Corona spagnola al minuscolo Stato di Piombino.
Altre opere, quali il Crocifisso di Bernini all’Escorial, vennero commissionate dagli emissari del re in Italia, ma in alcuni casi anche acquistate per le loro collezioni personali, come la Salomè di Caravaggio che, al pari di altre tele dei cortigiani spagnoli, andò ad arricchire le Collezioni Reali.
L’interesse spagnolo per l’arte italiana è testimoniato inoltre dai viaggi in Italia compiuti dai più importanti maestri iberici del periodo: Jusepe de Ribera (che visse a Napoli per tutta la vita) e Velázquez, che dal soggiorno italiano trasse fondamentale ispirazione per l’elaborazione del suo linguaggio artistico. E, infine, dalla chiamata alla corte madrilena del napoletano Luca Giordano, che vi rimase fino all’inizio del Settecento.
Pubblicato in occasione della mostra alle Scuderie del Quirinale, il volume riunisce i saggi di Gonzalo Redín Michaus, David García Cueto, Leticia de Frutos, Carmen García-Frías Checa e il catalogo delle opere, suddiviso in cinque sezioni (Dalla maniera alla natura. Tra Barocci e Caravaggio; Natura e ideale. Da Caravaggio a Reni; La Roma di Bernini; Ideale e accademia. Da Albani a Maratti; Da Roma a Napoli. Da Napoli alla Spagna).

2017
43.00 €
 
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