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Bert W. MEIJER

IL DISEGNO VENEZIANO(1580-1650). Ricostruzioni storico-artistiche.

Firenze, Olschki, 2017. Cm. 32x24, pag. 594, fig. in nero e a col, cart.

Questo è il primo libro in assoluto ad affrontare il disegno veneziano degli anni 1580-1650 in maniera complessiva e approfondita. La cospicua mole di disegni raccolti e analizzati permette una visione d’insieme e dei componenti, finora assente e inottenibile, sui disegni di moltissimi pittori del periodo attivi nella Repubblica veneziana. Inoltre, il volume offre un ricco ventaglio di informazioni su funzione e destinazioni, nonché su committenti e collezionisti.

2017
120.00 €
 
Yuri PRIMAROSA

Ottavio Leoni (1578-1630). Eccellente miniator di ritratti. Catalogo ragionato dei dipinti e dei disegni.

Roma, Ugo Bozzi Editore, 2017. Cm. 29x25, pag. 776, fig. a col e in nero, cart e sovrac. con cofanetto.

Il volume costituisce il primo catalogo completo dell’opera grafica e pittorica di Ottavio Leoni (1578-1630), grande protagonista a Roma nel genere del ritratto nei primi trent’anni del XVII secolo. Eccellente miniatore e disegnatore, principe dell’Accademia di San Luca, amico di Caravaggio nella cerchia del cardinale Francesco Maria del Monte, Leoni fu ammirato nella capitale papale e nelle corti di Mantova e Firenze, dove ritrasse non solo «sommi pontefici, […] principi, cardinali e signori titolati», ma anche gentiluomini, artisti, amici, parenti, belle cantatrici e valent’huomini d’ogni provenienza e «d’ogni altra qualità purché famosi fussero» (Baglione 1642). Le effigi di diversi esponenti del ceto popolare, dal carattere intimo e familiare, introducono invece alla cospicua produzione “privata” di Leoni, che immortalò i volti del popolo virtuoso della capitale papale, offrendo una selezione unica nel suo genere e di immenso interesse storico. Il ricco e variegato corpus di disegni e dipinti dell’artista, incrementato con numerose importanti aggiunte, viene ora presentato nella sua interezza dopo il primo, pionieristico saggio monografico di Bernardina Sani e gli importanti contributi sui fondi grafici conservati a Firenze e a Berlino curati da Piera Giovanna Tordella e Francesco Solinas. Per la prima volta è ricomposta nella sua sequenza originaria la più importante galleria di ritratti di Roma in età moderna: dalle prime prove a pietra nera e gesso bianco su carta azzurrata tracciate nel 1595-1602, fino ai più noti disegni “a tre matite” contraddistinti da studiati effetti pittorici, realizzati da Ottavio senza soluzione di continuità dal 1619 fino alle ultime settimane della sua esistenza. Lontani dall’enciclopedismo delle serie gioviane, i ritratti disegnati «alla macchia» da Leoni restituiscono un’immagine fedele della società virtuosa a lui contemporanea, mettendo in scena – come ebbe a dire Roberto Longhi – «la più bella galleria di volti della Roma del primo seicento, dai giorni del Caravaggio, all’apparire del Bernini». L’esame dei fogli conservati in numerose collezioni pubbliche e private europee, americane e russe, ha permesso di verificare la presenza di iscrizioni con il nome degli effigiati, apposte al verso dei disegni o in calce al recto. Sinora anonimi o non ricollegabili a personalità note agli studi, i volti tracciati dall’artista sono stati ora identificati grazie al rinvenimento di nuovi documenti negli archivi roman

2017
240.00 €
 
Stefania CASTELLANA

Johannes Hispanus.

Cremona, Edizioni del Miglio, 2017. Cm. 28x23, pag. 175, tav. a col, br.

A oltre quindici anni dal catalogo della mostra di Viadana curata da Marco Tanzi e a seguito di numerose e significative scoperte, l’autrice ripercorre l’iter artistico del pittore spagnolo, dalla formazione nella bottega fiorentina di Pietro Perugino nell’ultimo decennio del Quattrocento, passando per i più importanti centri del Rinascimento italiano – Roma, Firenze, Venezia, Ferrara, Milano – sino alle Marche dove Johannes svolge gran parte della sua carriera. Ed è proprio tra i borghi arroccati sui colli e il litorale adriatico che si registrano gli intrecci più interessanti: i rapporti con l’umanista Niccolò Peranzone a Montecassiano e la commissione della notevole pala per la chiesa di Lenze; Macerata e Recanati, la fiera e Lorenzo Lotto con il polittico e il San Vincenzo Ferrer per San Domenico; e, infine, Monte San Giusto dove il maestro raggiunge la definitiva consacrazione grazie a Niccolò Bonafede, l’energico vescovo di Chiusi – mecenate anche di Lotto –, che gli commissiona la decorazione della Camera Picta nel suo Palazzo. La fiducia riposta dal Bonafede in Hispanus contribuisce a rendere più chiara la posizione di primo piano del pittore nel panorama della pittura nel maceratese oltre a favorire, attraverso un opportuno inquadramento del gusto come emerge dalle decorazioni del Palazzo nell’ambito della Curia Romana, da un lato, e della cultura umanistica, dall’altro, un rilancio dell’immagine Monte San Giusto e dei suoi capolavori come attrattori imprescindibili nello scenario marchigiano.

2018
25.00 €
 
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