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11 - 31 maggio
Roma - Galleria Francesca Antonacci Damiano Lapiccirella

Marshall Vernet. A roam Through Rome

42 opere che testimoniano la potenza espressiva degli scatti di Marshall Vernet

C’è un qualcosa di disarmante nelle fotografie di Marshall Vernet così malinconiche, struggenti e allo stesso tempo solenni, gloriose. Quel qualcosa è un peso. Il peso del tempo, della storia, ma anche quello delle relazioni umane che abitano i luoghi e delle loro costruzioni che, sfidando il tempo, ambiscono all’immortalità.

Le fotografie di Marshall Vernet hanno in sé una nobile democraticità, quella della quotidianità, degli spazi che camminiamo e viviamo ogni giorno. In esse, il dialogo tra la natura e l’artificio dell’uomo svia il contrasto e cerca l’armonia. Che sia una porta sul mare, una facciata storica nel centro di Milano o architetture contemporanee, Marshall Vernet sembra essere in grado di cogliere solo ciò che di più prezioso c’è in tutto quello che ci circonda, la perfezione delle cose.

Tra i cieli aperti e le strade consumate si avverte con forza e delicatezza, il gusto per il bello, l’eleganza di un’Europa quasi mitologica, l’armonia classica delle architetture e la tensione vitale della natura. Marshall Vernet non ha bisogno di immortalare con la sua macchina fotografica i confini del mondo o la natura selvaggia che si prende gioco dell’uomo. Le sue fotografie ci ricordano che il paesaggio è tutto ciò che ci circonda.  Sono i muri che abitiamo, i gradini che saliamo, le distese che scendiamo, i mari che nuotiamo. Ma soprattutto le sue fotografie ci ricordano l’importanza  del  sentimento  che nasce dall’incontro con le cose. Attraverso il suo di sentimento, che lo porta a scegliere il luogo e il momento più adatto per scattare, lo spettatore si riconcilia con il mondo.
Appassionato di filmografia classica francese e italiana, Marshall Vernet lascia ai colori, ovvero al bianco, al nero e alle diverse sfumature di grigio, il compito di rievocare le atmosfere tragiche e delicate dei film di Fellini, De Sica, Godard. È proprio grazie al bianco e al nero che le immagini vengono ancorate all’eternità dei luoghi scalfiti dal tempo.
Alla luce, radente come in un Caravaggio, è lasciato invece il compito di accentuare le forme e teatralizzare le immagini. È grazie alla luce, che accentua i contrasti chiaroscurali e leviga i contenuti, che  le  fotografie  diventano  frammenti  di  una  più  ampia  storia  in divenire.
L’effetto finale è quello di un fermo immagine di una pellicola in slow-motion. Marhsall Vernet, nato come scouting di location per il regista Tony Scott, non è allora solo un fotografo: è anche un regista “narratore elegante della grandezza del nostro continente”.
Le sue fotografie, stampate su carta cotone, sono testimonianze toccanti di un’umanità che si confronta quotidianamente con la grandezza della vita, ovvero della natura, senza mai arrendersi, conservando gelosamente la dignità del bello che è tutto ciò che non teme di appassire.
Le 42 opere esposte alla Galleria Francesca Antonacci Damiano Lapiccirella di Roma (www.al-fineart.com) in occasione della mostra A Roam through Rome testimoniano la potenza espressiva degli scatti di Marshall Vernet.
La maestosità della “città eterna” sposa alla perfezione il sapiente uso dei grigi e la teatralità del chiaroscuro, caratteristiche distintive dell’autore e ricorrenti nelle sue fotografie.
Attraverso questi scatti, Marshall Vernet non solo documenta l’incanto di una città sedimentata sotto strati millenari di cultura e bellezza, ma sembra prendersi cura, con struggente delicatezza, dei frammenti della sua storia passata, dei ruderi e di ciò che rimane di quell’eternità che sembra ora vacillare.
Il moderno e l’antico dialogano tra loro con raffinata intelligenza, trasformando ogni particolare in una più ampia riflessione sulla storia, l’amore per il mondo che viviamo e la malinconia del tempo che lo consuma.

Marshall Vernet è nato a New York City nel 1956. Ha frequentato il Liceo Francese di New York, poi in Svizzera presso l'Instituto Le Rosey dove la sua passione per la fotografia prende forma.
Trasferitosi a Los Angeles, Vernet è stato regista pubblicitario dopo aver affiancato il regista Tony Scott nella realizzazione di film quali "Déjà Vu", "The Fan", "Enemy of the State" e "Domino".
Marshall Vernet ha partecipato a tre edizioni di Mia Photo Fair. In occasione della settima edizione espone la sua più recente raccolta fotografica intitolata "Urbis et Natura" vincendo il RAM Sarteano Award.
Marshall Vernet espone per la prima volta nella Galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art a Roma con la mostra intitolata A Roam through Rome.
Marshall Vernet attualmente vive e lavora tra Los Angeles, Milano e Parigi.

Mattia Filippo Baldassarra

Esposizioni recenti:

•Milan Image Art Fair - Singapore (2014)
•Gallery Art&Miss - Marais district, Paris (2014)
•Samasi Gallery - Gstaad, Switzerland (2014)
•Mia Image Art Fair - Milan, Italy (2015)
•Tournemine Gallery - La Baule, France (2015)
•Photo 12 Galerie - Paris/LA (2015)
•Art Élysées - Paris (2015)
•Fotofever - Paris (2015)
•PhotoLA - Los Angeles (2016)
•Tournemine Gallery - Gstaad (2016)
•Art Paris Art Fair - Paris (2016)
*Mia Image Art Fair - Milan, Italy (2017)

Inaugurazione mercoledì, 10 maggio ore 18:30

Lunedi-Venerdì 10-13/16-19.30  Sabato su appuntamento

Francesca Antonacci Damiano Lapiccirella Fine Art
Via Margutta 54
00187 Roma - Italy
Tel. +39 0645433036

 

www.al-fineart.com
 
5 maggio 2017, ore 17:30
Bologna - Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Sala dello Stabat Mater

Scritti per Eugenio Riccòmini. 27 testi per Eugenio Riccòmini

A cura di Marco Riccòmini

Festa grande, all'insegna della cultura, per gli 81 anni di Eugenio Riccòmini, il grande storico dell'arte che con le sue splendide lezioni ha avvicinato all’arte intere generazioni.

Si tratterà di una festa molto speciale: in questa occasione infatti verrà presentato il volume Scritti per Eugenio. 27 testi per Eugenio Riccòmini che il figlio Marco ha curato e gli ha dedicato. Nel volume (pubblicato con il patrocinio del Comune di Bologna ed il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna) 27 saggi sull’arte antica e moderna, molti dedicati a Bologna e all'Emilia, scritti da storici dell'arte, appartenenti a diverse generazioni, alcuni dei quali amici personali di Riccòmini.
Fra gli autori Anna Ottani Cavina, Anna Maria Matteucci, Alvar González-Palacios, Pierre Rosenberg, per citarne solo alcuni. Si tratta di una pubblicazione del genere dei Festschrift (letteralmente scritti per la festa) quelle pubblicazioni celebrative che di solito i colleghi dedicano alla carriera di studiosi illustri. In questo caso motore dell'iniziativa è il figlio Marco che di Riccòmini è anche allievo.

Saranno presenti Eugenio Riccòmini e il curatore.

Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, Sala dello Stabat Mater

Piazza Galvani 1, Bologna

www.bibliotechebologna.it/eventi/51430/luogo/51660/date/2017-04-26/date_from/2017-04-26/id/91104
 
28 marzo, ore 15:30
Firenze - Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento

Esportazione dei Beni Culturali: Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Olanda, Germania a confronto

Simposio organizzato dal Comune di Firenze e dalla Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze in occasione del G7 della Cultura

Il Comune di Firenze e la Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze in occasione del G7 della Cultura sono lieti di invitare al simposio

Esportazione dei Beni Culturali: Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Olanda, Germania a confronto

Interverranno

Dario Nardella, Sindaco di Firenze

Taco Dibbits, Direttore Rijksmuseum, Amsterdam

Gabriele Finaldi, Direttore The National Gallery, Londra

Tomaso Montanari, Professore di Storia dell'Arte Moderna all'Università "Federico II", Napoli

Eike Schmidt, Direttore Galleria degli Uffizi, Firenze

Carl Brandon Strehlke, Curatore emerito Philadelphia Museum of Art, Philadelphia

Moderatore

Fabrizio Moretti, Segretario Generale della Biennale Internazionale dell'Antiquariato di Firenze

Martedì 28 marzo 2017, ore 15:30

Palazzo Vecchio - Salone dei Cinquecento

Piazza Signoria, Firenze

 
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