archivio Il Giornale dell'Arte

N. 291 - ottobre 2009
I nostri affanni

L’irresistibile ascesa di Palazzo Corsini

Considerata la seconda mostra al mondo di arte antica
di Luca Violo

Quando, nel 1959, Luigi Bellini pensò ad una mostra mercato dell’arte antica, l’obiettivo era raccogliere come in un museo il meglio della creatività artistica che nel tempo diviene storia.
Così nacque la Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, che da allora, per cinquant’anni, ha dettato gli indirizzi del gusto, sapientemente orientato e promosso da antiquari competenti, animati dalla passione per il loro mestiere fatto di conoscenza, stratificazione e intuito.
Una messa in scena che ha come teatro gli splendidi spazi seicenteschi di Palazzo Corsini sull’Arno,
scrigno di prestigiose raccolte d’arte iniziate da Lorenzo Corsini, nipote di Clemente XII, nella Firenze granducale di Pietro Leopoldo di Lorena, sapientemente valorizzate dall’estro creativo e teatrale di Pier Luigi Pizzi, capace di esaltare allo stesso tempo le caratteristiche architettoniche della dimora e le peculiarità degli oggetti presentati.
Mezzo secolo di vita sottolineato con enfasi dall’istituzione del Comitato per i Festeggiamenti del 50° anniversario, coordinato dalla Contessa Livia Branca di Romanico, dalla Marchesa Bona Frescobaldi e dalla Contessa Lucrezia Miari Fulcis, che ha avuto il suo momento celebrativo nella cena di gala nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio la sera del 24 settembre, adeguata cornice al valore dell’evento e degli ospiti internazionali, élite del mondo della cultura, dell’aristocrazia, dell’imprenditoria e del collezionismo.
Questa XXVI edizione ha visto esibirsi dal 26 settembre al 4 ottobre 90 gallerie tra le più prestigiose dell’arte antica (72 italiane e 18 straniere), rappresentative dell’eccellenza del mercato antiquariale in ogni suo segmento.
Il prestigio di Palazzo Corsini è nella tradizione della qualità, che diviene rispetto per il patrimonio e promozione dell’antiquariato, un primato dato dal suo valore e dalla sua storia illustre, che dal dopoguerra ha attraversato la seconda metà del Novecento affacciandosi con fiera autorevolezza al XXI secolo.
Elemento imprescindibile di questa manifestazione nel corso della sua storia è il costante rapporto tra antiquario e collezionista, tra specialista e appassionato; un esercizio di equilibrio tra sapere ed esperienza, emozione e mercato.
Punto di forza della Biennale è lo stretto rapporto con le Istituzioni: dal vetting, presieduto da Cristina Acidini, Soprintendente Speciale per il Polo Museale Fiorentino; ai Carabinieri del Comando per la tutela del Patrimonio Artistico, a garanzia dei titoli di provenienza; alle due Commissioni nominate dall’Ufficio Esportazioni di Firenze e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per la certificazione di esportabilità delle opere d’arte, rilasciata nella stessa giornata del loro esame. È questa la caratteristica che rende unica la mostra fiorentina rispetto al panorama fieristico italiano (all’estero vigono leggi più flessibili), e che restituisce fluidità e immediatezza al rapporto fra antiquario e collezionista, come si richiede a una manifestazione in linea con il mercato globale. Un impegno di semplificazione legislativa che la Biennale porta avanti dal 2001, avviata con intelligente lungimiranza da Antonio Paolucci, e che quest’anno è stato argomento di un convegno di studi, presenti i direttori dei maggiori musei del mondo, il 28 settembre.
La costante qualità dell’offerta si sostanzia nell’attenzione al patrimonio artistico, con la premiazione della migliore pittura e della migliore scultura presenti alla mostra, il cui ricavato sarà devoluto al restauro di un’opera di proprietà pubblica. La seconda edizione del premio “Il Lorenzo d’Oro” è stato quest’anno assegnato a Folco Quilici, per la sua lunga e straordinaria produzione di documentari d’arte.
La proposta culturale si allarga alla mostra collaterale dedicata alla manifattura di Trapani, protagonista il corallo: un presepe e due galeoni provenienti dalla Galleria Estense di Modena, e due trofei di caccia del Museo Nazionale del Bargello di Firenze, dono del collezionista Giovanni Bruzzichelli, sono i migliori esempi per far conoscere e apprezzare questa raffinata e preziosa tradizione artigianale, presentati in un contesto suggestivo.
L’arte si sposa infine all’impegno sociale con la serata benefica a favore di “Corri la Vita”, Associazione presieduta dalla Marchesa Bona Frescobaldi, dove opere offerte dagli antiquari sono state battute all’asta da Christie’s nel lussuoso Four Seasons Hotel di Firenze la sera del 26 settembre.
Appuntamenti stimolanti e di spessore, cornice ideale ad un evento unico nella forma e aperto nella sostanza.Pubblicato un elenco dei soci

10.2009
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