archivio Il Giornale dell'Arte

N. 216 - dicembre 2002
dal 7 al 15 dicembre 2002

Gli antiquari visti da Antonio Paolucci

La mostra degli antiquari fiorentini in Piazza d'Ognissanti

Questa uscita all'aperto degli antiquari fiorentini, nella piazza di Ognissanti per il Natale del 2002, mi piace e sono grato a Giovanni Pratesi che l'ha voluta e organizzata. Mi piace perché è una metafora. I mercanti d'arte attivi a Firenze, chiusi dentro il raffinato perimetro creato per loro da Pierluigi Pizzi, vogliono dirci che nessuno più di loro è la città, nessuno più di loro ne rappresenta lo spirito, la cultura, le tradizioni. E infatti l'allestimento di Pizzi riproduce e moltiplica la facciata di Ognissanti che della Firenze più raffinata e più popolare (a due passi ci sono i grandi alberghi e Palazzo Corsini ma ci sono anche via Palazzzuolo e via del Porcellana) è il simbolo perfetto. L'occupazione della piazza da parte degli antiquari vuole anche dirci (così a me piace interpretarla) che il loro lavoro merita l'attenzione di tutti noi perché gli antiquari "sono" Firenze e Firenze non sarebbe più Firenze se il mercato dell'arte antica deperisse o degradasse. Nel depliant pubblicato per l'occasione leggo che le botteghe antiquarie sono "patrimonio cittadino alla stregua dei musei, delle chiese e di quanto altro è simbolo della nostra città ". Non si poteva dire meglio. Non importa scomodare Stefano Bardini o Elia Volpi né rievocare le mitiche Biennali degli ultimi cinquanta e dei primi sessanta, per sapere che il grande antiquariato (o più semplicemente 1' antiquariato di gusto e di qualità) è, da quasi due secoli, carattere distintivo fondante e irrinunciabile di Firenze. Firenze "è" (stavo per dire "era" ma questa mostra si fa proprio perché nessuno debba mai declinare il verbo al passato) Firenze "è" e deve rimanere il luogo meraviglioso dove tutto si tiene: i musei, l'antiquariato, il collezionismo, il restauro, la moda, l'artigianato. L'idea di invitare Gucci accanto ai mercanti espositori mi è piaciuta molto perché è una metafora nella metafora. Vuol dire che "l'artisticità" di Firenze è fatta di molte cose, anche della qualità dei nostri artigiani. Gucci li rappresenta tutti a un livello d'internazionale eccellenza. Auguro a Giovanni Pratesi e ai miei amici antiquari ogni successo. È un augurio assolutamente interessato essendo io da sempre convinto che l'efficacia della tutela e il livello dei musei sono direttamente proporzionali alla qualità del mercato d'arte.

Abbiamo pubblicato questa bellissima anticipazione del catalogo della Mostra fiorentina, fatta dal Soprintendente al Polo Museale Fiorentino, perché la riteniamo un esplicito riconoscimento a tutti coloro che operano nel mercato dell'arte con i criteri di scientificità e di deontologia.

CONVEGNI
Tutela delle opere d'arte e regolamentazione dei mercati: la normativa europea e l'accordo Italia-Usa
Venerdì 22 Novembre nella Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto a Roma si sono riuniti a convegno per discutere sulla "Tutela delle opere d'arte e regolamentazione dei mercati: la normativa europea e l'accordo Italia Usa". Hanno preso parte all'incontro coordinato dall'Onorevole Carla Mazzuca, l'Onorevole Luca Bono, sottosegretario ai Beni Culturali, l'Onorevole Pasqualina Napoletano, L'Onorevole Antonio Tajani, L'Onorevole Ferdinando Adornato, Il Dottor Sergio Billè, II Colonnello Ugo Zottin La Dottoressa Cinzia Curti e in rappresentanza degli antiquari il Dottor Domenico Piva Presidente della Fima, la Signora Ida Benucci Vicepresidente Fima e il Signor Giovanni Pratesi Presidente dell'Associazione Antiquari d'Italia.
L'Economia della Cultura
Nei giorni 22 e 23 Novembre presso il Convitto della Calza a Firenze si è tenuto, in collaborazione con Regione Toscana, Giunta Regionale, Assessorato Cultura e Sport, un convegno internazionale promosso da Il Sole 24 Ore sul tema "L'Economia della cultura" . Obiettivo dell'iniziativa è mettere a fuoco le dimensioni organizzative, economiche e imprenditoriali, di ricerca e sviluppo, di qualificazione professionale e scientifica delle attività di conservazione, tutela e valorizzazione dei Beni Culturali, nonché l'impatto di tale attività e dei relativi processi di organizzazione economica, sociale e territoriale del contesto regionale. L'agenda del Convegno è stata caratterizzata dalla presenza dei più autorevoli esponenti dei settori di tipo istituzionale e imprenditoriale e da prestigiosi casi di studio europei e italiani. Esso si articola in tre sessioni: la prima: Italia ed Europa, Cultura, Identità ed Economia; la seconda: Rapporto Pubblico/Privato strategie a confronto; la terza: Il caso Toscana: realtà e prospettive Fra i relatori invitati segnaliamo Giuliano Urbani e Giorgio Ruffolo nella prima sessione. Per la sessione di nostra competenza, con il moderatore Pier Luigi Meucci, sono intervenuti, dopo un'introduzione di Cesare Annibaldi, Carlo Sisi, Alfredo Canessa, Cristina Acidini, Pietro Ciampolini e il Segretario Generale dell'Associazione Antiquari d'Italia Fabrizio Guidi Bruscoli.

12.2002
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