archivio Il Giornale dell'Arte

N. 344 - luglio - agosto 2014

Verso la Biennale 2015

Intervista al nuovo Segretario Generale
di Leonardo Piccinini

Fabrizio Moretti, 38 anni a dicembre, pratese per nascita ma oggi in continuo movimento tra le sue tre gallerie (Firenze, Londra, New York), quelle di amici e colleghi e le più importanti mostre del mondo, è il nuovo Segretario Generale della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, che si terrà (XXIX edizione) come di consueto a Palazzo Corsini, nell’autunno 2015.

“È una grande responsabilità, la Biennale di Firenze è il tempio dell’antiquariato, innanzitutto per la sua gloriosa storia, che trae origine dalla tradizione italiana dei Contini Bonacossi, Bardini, Accorsi... veri miti della formazione del gusto, ricordo solo il ruolo avuto da Contini Bonacossi nella creazione della collezione Kress! La Biennale, grazie a Bellini, Bartolozzi e dal 2001 a Pratesi è oggi lo specchio del meglio dell’arte antica che l’Italia può offrire. Ricordo quando da bambino venivo a trovare mio padre che esponeva nella sede di allora, Palazzo Strozzi. Dal ’99, anno nel quale ho aperto la galleria di Firenze, ho sempre partecipato con orgoglio ed entusiasmo. Per questo ringrazio pubblicamente Giovanni Pratesi, per aver avuto fiducia in me nel suggerirmi per questo incarico”.

Qualche anticipazione?
“Credo che la Biennale abbia enormi possibilità di crescita. Firenze è, non dimentichiamolo, una delle città più amate e conosciute al mondo. Quando sono all’estero e racconto della mia attività di mercante fiorentino mi accorgo che non tutti sanno che proprio a Firenze è possibile acquistare opere d’arte, frammenti di una straordinaria civiltà. Cercherò dunque, attraverso la mia esperienza internazionale, di puntare su questo. L’EXPO 2015 è dedicato all’alimentazione, mi permetto di dire con una battuta che l’arte può e deve nutrire l’anima…!”

Differenze con quanto accade all’estero, modelli da importare?
“La Biennale ha una sua identità da preservare. A cominciare dalla sede, Palazzo Corsini, senza eguali al mondo! Penso però che alcuni aspetti della mostra si possano potenziare e pubblicizzare, uno su tutti il Vetting, il comitato esaminatore, che tanta fama ha dato a manifestazioni quali il TEFAF di Maastricht o Frieze a Londra… A differenza di coetanei anche illustri non sono un rottamatore, mi piacerebbe piuttosto esaltare l’esperienza di tutti arricchendola con nuovi innesti. L’Associazione Antiquari d’Italia è una straordinaria risorsa, la collaborazione con il Presidente Carlo Orsi è già in corso e mi sarà di enorme aiuto. Confido nel mantenimento di quella facilità di rapporto con la Soprintendenza, stimolata in questi anni da Giovanni Pratesi, che ha portato tra l’altro ad una felice collaborazione nelle pratiche di libera circolazione.”

Quale è il rapporto della Biennale con la città di Firenze? Pensi si possano sviluppare nuove collaborazioni?
“Il Sindaco Dario Nardella, molto sensibile all’arte e alla cultura, presiede il Comitato direttivo della mostra: ho già avuto colloqui con lui, mi ha dato grande disponibilità e sostegno. Sarebbe davvero bellissimo se i giorni della Biennale fossero per Firenze una festa della città, e se tutte le gallerie fossero aperte, come accade ad esempio a Londra per l’Art Week. A Firenze tanti artigiani, restauratori, studiosi, rappresentanti delle Istituzioni già collaborano con il sistema dell’antiquariato. La scommessa sarà dunque quella di far emergere questi rapporti e queste professionalità. Lo stesso dialogo, nella migliore tradizione della Biennale di Firenze, vorrei promuoverlo con il mondo della moda, a cui la città deve parte della propria gloria.”

07.2014
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