studi e ricerche

ASPETTI DELLA SCULTURA DEL CINQUECENTO ALLA SANTISSIMA ANNUNZIATA - UNA VISITA DI GIAMBOLOGNA

di Claudio Pizzorusso

L’ uomo entrò nella basilica. Il suo passo claudicante non era in alcun modo espressione d’incertezza. Egli sapeva bene perché era lì: non essendovi nulla di più certo della morte e nulla di più incerto della sua ora, doveva provvedere alla propria sepoltura. Si avvicinava l’inverno del 1594, a giorni avrebbe firmato il contratto con i frati Servi di Maria della SantissimAnnunziata per sancire la concessione della cappella della Madonna del Soccorso, quella al centro delle cappelle radiali della tribuna, proprio dietro l’altar maggiore. Gliela concedevano perché quell’uomo godeva di una reputazione senza pari nei quattro cantoni d’Europa e forse persino delle Indie. Aveva tratto enormi guadagni e raccolto pubblici onori. Per tutta la sua carriera aveva perseguito con costante applicazione la gloria. Quell’uomo era lo «sculptor famosissimus» Giovanni Bologna, Belga naturalizzato fiorentino...


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01.10.2014
Non volendo turbare la riservatezza di quei luoghi, Giambologna si infilò dritto dentro la cappella di San Luca e, al centro dell’aula, posò lo sguardo a terra, sulla lastra che chiude il sacello della sepoltura comune degli artisti
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