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10 febbraio - 24 maggio
Firenze - Galleria degli Uffizi

GHERARDO DELLE NOTTI

Quadri bizzarrissimi e cene allegre

Quando Gerrit van Honthorst se ne andò improvvisamente da Roma nella tarda primavera del 1620 per fare definitivamente ritorno nella natìa Utrecht, dovevano essere circa dieci anni che egli risiedeva in Italia. Probabilmente infatti egli era giunto a Roma all’inizio del secondo decennio del XVII secolo (1610-1611 circa).
Il periodo dell’attività italiana del pittore è quello qualitativamente più ricco e denso di novità stilistiche. L’accostamento alla rivoluzione caravaggesca fu pressoché immediato e i suoi primi dipinti attestano la forza e la crudezza dell’arte di un giovane artista nordico folgorato dal naturalismo del Merisi. Honthorst diventò in poco tempo un grande protagonista, il suo stile si regolarizzò e raggiunse vette di mirabile virtuosismo, specialmente nelle scene a lume di notte (da qui il soprannome Gherardo delle Notti); le sue prove ottennero l’onore di occupare altari importanti delle chiese romane e genovesi (fatto non così comune per un pittore di forte impronta naturalistica). Ben presto fu ricercato da prestigiosi collezionisti, come il marchese Vincenzo Giustiniani e il Granduca di Toscana Cosimo II.
È proprio attraverso la passione di Cosimo II per Gherardo che oggi Firenze possiede quattro bellissime tele di Honthorst: fra queste, tre sono dedicate a soggetti conviviali, decisive per lo sviluppo di questa tipologia d’immagini in ambito italiano e nordico. Anche l’ambasciatore mediceo a Roma, Piero Guicciardini, commissionò a Gherardo nel 1619 la pala per l’altare principale della sua cappella in Santa Felicita:
la grande Adorazione dei pastori dipinta a lume di notte, che fu vittima dell’attentato mafioso degli Uffizi nel 1993. Firenze è dunque una sede significativa per ambientare una mostra sull’attività italiana di Gherardo delle Notti, che è pittore ormai di assoluta rilevanza e d’interesse
internazionale, al quale non è stata ancora dedicata un’esposizione monografica, né in Italia né all’estero. Con le acquisizioni più recenti, raccolte dagli studi degli ultimi anni, il catalogo della produzione italiana dell’artista non supera i quaranta numeri. La mostra presenterà quasi tutti questi dipinti e documenterà accuratamente sia la fase iniziale, più cruda e nordica (con opere come il Cristo morto con due angeli del Palazzo Reale di Genova o la nuova Preghiera di Giuditta prima di decapitare Oloferne, di collezione privata).................

www.unannoadarte.it/Mostre/gherardo-delle-notti
 
20 gennaio - 28 febbraio 2015
Bologna - Galleria Maurizio Nobile, Bologna, Via Santo Stefano 19/A

LUCIANO MINGUZZI

DISEGNI E SCULTURE Retrospettiva a dieci anni dalla morte del più grande scultore bolognese del ‘900

La Galleria Maurizio Nobile apre l’anno con due importanti appuntamenti che raccontano l’artista Luciano Minguzzi attraverso una grande retrospettiva pensata in occasione dei dieci anni dalla morte. Le opere del Minguzzi, il più importante scultore bolognese del Novecento, saranno presentate ad Arte Fiera e, con una più ricca selezione di opere, alla Galleria Maurizio Nobile di Bologna. Minguzzi è forse l’artista che coniuga al meglio la tradizione artistica locale con le moderne tendenze espressioniste e cubiste europee; formatosi all’Accademia delle Belle Arti di Bologna sotto la guida di Giorgio Morandi, Ercole Drei e Roberto Longhi studiò gli scultori bolognesi e fiorentini del primo Rinascimento e i moderni Medardo Rosso, Arturo Martini, Marino Marini e Giacomo Manzù che gli offrirono una forte carica di ispirazione. I suoi studi, uniti ad un soggiorno parigino che si dimostra tappa fondamentale nella sua formazione, qui infatti avrà l'opportunità di vedere le opere dei grandi maestri del passato e dei principali artisti contemporanei, lo porteranno ad affinare le sue capacità artistiche e ad imporsi nel panorama internazionale per le sue qualità espressive e narrative, caratterizzate da dinamismo delle forme e, talvolta, dalla tendenza all’astrazione poetica. La carriera artistica del Minguzzi, riconosciuta a livello internazionale, fu costellata di premi e riconoscimenti e le sue opere sono conservate nelle collezioni private e nei musei di tutto il mondo. Le opere in mostra, quasi cinquanta in totale tra quelle esposte alla Galleria Maurizio Nobile e ad Arte Fiera, provengono da prestigiose collezioni italiane, tra le quali quella degli eredi diretti del Minguzzi; in particolare all’interno di quest’ultima sono conservati alcuni inediti, soprattutto disegni preparatori, e le sculture che l’artista aveva deciso di conservare per sé fino alla morte. La scelta curatoriale si è focalizzata sia sulla produzione scultorea sia su quella grafica al fine di presentare, attraverso entrambe le forme espressive, quel “dialogo” tra i differenti medium, la cui importanza e forza la critica ha già messo in valore. Il confronto diretto tra disegno e scultura permette di apprezzare l’interessante elaborazione libera e spontanea del Minguzzi che avviene prima, ma a volte anche in maniera parallela, nell’ambito grafico e poi in scultura. La scelta delle opere vorrebbe infatti suggerire anche questa direzione.

Non vi saranno solo progetti grafici, ma anche, quando si è potuto reperirli, dei bozzetti preparatori in gesso e terracotta di alcune delle sue più importanti opere. E’ questo il caso della Contorsionista. Tema più volte affrontato dall’artista, che lo ha portato a rielaborare a più riprese l’idea iniziale e di cui la galleria Maurizio Nobile vorrebbe esporre uno studio grafico, la terracotta preparatoria e il monumentale bronzo.

Saranno poi presenti in mostra alcune delle opere più importanti dello scultore che ripropongono quello che è stato il suo percorso artistico attraverso le opere che egli stesso, decidendo di far entrare nella sua collezione personale, riteneva più vicine alla sua poetica interiore. Si tratta di opere imprescindibili per la conoscenza dello scultore e significative per la storia della scultura italiana.

L’evento è stato realizzato con il patrocinio di Ascom e con la collaborazione della Fondazione Luciano Minguzzi di Milano.

Curatori della mostra: Laura Marchesini, Luca Minguzzi, Maurizio Nobile.

 

www.maurizionobile.com
 

Firenze -

Un anno ad arte 2015

Molto interessante la prossima stagione delle mostre fiorentine, l’ultima sotto la supervisione di Cristina Acidini.

Si preannuncia interessante la prossima stagione delle mostre fiorentine, l’ultima sotto la supervisione di Cristina Acidini, la quale – come è noto – ha lasciato da pochi giorni il suo incarico; presentando il programma si è detta discretamente ottimista riguardo la riforma dei Beni culturali (il suo discorso è interamente riportato al seguente link: http://www.polomuseale.firenze.it/comunicati/2014-11-04).

Si segnala dunque la prima mostra della stagione, agli Uffizi, dedicata a Gherardo delle Notti, ideata e curata da Gianni Papi, che accanto a quasi tutto il corpus delle opere italiane dell’artista pone a confronto opere di artisti a lui contemporanei e vicini, come, tra gli altri, Trophime Bigot, Giovan Francesco Guerrieri, Matthias Stomer. La bella stagione vedrà invece agli Uffizi la mostra su Piero di Cosimo, la prima retrospettiva monografica dedicata all’artista; saranno esposte circa 45 opere del pittore oltre ad altre opere fiorentine e toscane del suo tempo. Nello stesso periodo la Galleria Palatina accoglierà la mostra sul pittore seicentesco Carlo Dolci, a cura di Sandro Bellesi, Anna Bisceglia e Mina Gregori; l’artista fu molto apprezzato in vita anche da amatori d’arte stranieri, e da collezioni estere si attendono svariate opere, anche inedite. In ultimo si segnala la mostra, che sarà anche l’ultima della stagione, intitolata Firenze Capitale 1865-2015 allaGalleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, in onore dei 150 anni di Firenze Capitale; sarà dedicata alle opere d’arte raccolte da Vittorio Emanuele II e poi donate a Palazzo Pitti e darà l’occasione di visitare le sale – raramente visibili - dell’Appartamento oggi chiamato della Duchessa d’Aosta. Sembra quindi soddisfatta la volontà degli ideatori del programma a far conoscere artisti ed episodi della storia dell’arte belli quanto sconosciuti al grande pubblico, ma anche a suscitare la curiosità di quanti già li conoscono nel poter vedere opere rare o mai esposte finora.

http://unannoadarte.it/presentazione_UaA_2015/index_presentazione.html
 
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