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10 dicembre - 20 marzo 2016
Milano - Palazzo Reale

Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau

Un percorso variegato e complesso che ricostruisce il gusto elegante, prezioso e sensuale dell’epoca

La mostra "Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau" è prodotta e organizzata dal Comune di Milano – Cultura  e da 24 ORE Cultura - Gruppo 24 Ore. 

Alfons Mucha e le atmosfere art nouveau, è curata da Karel SRP, già curatore della mostra sull’artista tenutasi a Praga nel 2013, per la parte relativa alle opere di Mucha e da Stefania Cretella, studiosa di arti decorative, per la parte dedicata alle arti decorative del periodo art nouveau.

Innovativa è la formula della curatela: le competenze scientifiche e i materiali di studio forniti per la realizzazione della mostra, verranno valorizzati attraverso un significativo contributo per il cofinanziamento di assegni di ricerca e borse di studio per giovani studiosi e per le attività scientifiche del Centro di ricerca “Rossana Bossaglia”, diretto da Valerio Terraroli e fondato nel 2015 presso l'Università di Verona, Dipartimento Culture e Civiltà, in ricordo di una grande studiosa di Liberty, Déco e Novecento. Si tratta di un virtuoso esempio di fattiva e organica collaborazione tra soggetti pubblici e privati promotori di cultura e un centro universitario di ricerca avente come obiettivo comune la formazione specialistica e la professionalizzazione di giovani storici dell'arte, con una particolare attenzione alla storia del gusto e delle arti decorative.

La mostra si inserisce come anticipazione in un percorso che Palazzo Reale intraprenderà nel 2016, teso ad approfondire, attraverso i gradi movimenti artistici e i loro protagonisti, quel periodo di transizione e importanti trasformazioni che si colloca tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento: una riflessione che culminerà con la mostra sul Simbolismo in apertura a febbraio 2016 e a cura di Michel Draguet, Ferdinando Mazzocca, con il coordinamento scientifico di Claudia Zevi.

Dopo Milano, la mostra si sposterà a Palazzo Ducale di Genova, dove sarà visitabile da fine aprile a tutto settembre 2016.

Il nucleo principale della mostra è costituito da 149 opere tra affiches e pannelli decorativi di Alfons Mucha (1860-1939), provenienti dalla Richard Fuxa Foundation. L’artista ceco è stato uno dei più significativi interpreti dell’Art Nouveau, divenendo ben presto il "promotore" di un nuovo linguaggio comunicativo, di un'arte visiva innovativa e potente: le immagini femminili dei suoi manifesti erano molto diffuse e popolari in tutti i campi della società del suo tempo e, ancora oggi si può facilmente individuare la sua inconfondibile cifra stilistica, che lo ha reso eterno simbolo dell’Art Nouveau.

Lo “Stile Mucha”, unico e riconoscibile, si è dimostrato adatto per essere applicato ad una grande varietà di contesti: poster, decorazione d’interni, pubblicità per qualsiasi tipo di prodotto, illustrazioni e addirittura produzioni teatrali, design di gioielli e opere architettoniche. Mantenendo come perno centrale la figura di Mucha, le opere dell’artista sono affiancate in mostra da una serie di ceramiche, mobili, ferri battuti, vetri, sculture e disegni di artisti e manifatture europei affini a quella medesima sensibilità squisitamente floreale e sinuosa che caratterizzava un certo filone del modernismo internazionale, tipico soprattutto dell’area francese, belga e, almeno in parte, italiana. Scopo della mostra è dunque quello di restituire appieno l’idea di un’epoca ricca e sfaccettata, facendo dialogarele invenzioni di Mucha con gli ambienti e le decorazioni contemporanee così da ricostruire il clima magico e sfavillante della Belle Epoque.

www.mostramucha.it
 
27 novembre - 14 febbraio 2016
Milano - GAM - Galleria d'Arte Moderna

Adolfo Wildt (1868 - 1831). L'ultimo simbolista

Mostra presentata da: Comune di Milano, GAM – Galleria d’Arte Moderna di Milano, UBS con la collaborazione scientifica dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie di Parigi

La GAM Galleria d’Arte Moderna prosegue con la mostra “Adolfo Wildt (1868-1931). L’ultimo simbolista” il percorso di valorizzazione dei nuclei più significativi delle sue collezioni scultoree, inaugurato nel 2015 con la mostra monografica dedicata a Medardo Rosso.

La mostra, allestita nelle sale espositive al piano terra della Villa Reale dal 27 novembre al 14 febbraio 2016, è promossa dal Comune di Milano | Cultura ed è diretta da Paola Zatti, conservatore responsabile della GAM, con la straordinaria collaborazione dei Musées d’Orsay et de l’Orangerie di Parigi, con cui la rassegna milanese condivide il progetto scientifico e la curatela. La mostra è realizzata nell’ambito della partnership triennale fra la GAM e l’istituto bancario UBS.

Il progetto si avvale di alcuni nuclei importanti di opere provenienti dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro, dai Musei Civici di San Domenico di Forlì, dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano e di numerosi prestiti da parte di collezionisti privati italiani.

Il percorso espositivo presenta 50 sculture di Wildt in gesso, marmo, bronzo ed è centrato sulla resa plastica e materica di alcuni soggetti portanti della sua produzione, proposti in molti casi in più versioni proprio per sottolineare la sua ricerca sugli effetti dei diversi materiali, ossessione di tutto il suo lavoro d’artista. Il progetto propone anche 10 disegni originali di Wildt e 7 opere a confronto: oltre alla Vestale di Antonio Canova, tre opere di Fausto Melotti e una di Lucio Fontana, che furono suoi allievi alla Scuola del Marmo da lui fondata nel 1922, annessa all’Accademia di Brera nell’anno successivo.

www.gam-milano.com/it/mostre-ed-eventi/mostre-in-corso/
 
7 novembre - 21 febbraio 2016
Milano - Gallerie D'Italia - Piazza Scala

Hayez

Una grande mostra sul maggiore interprete in pittura del Romanticismo, curata da Fernando Mazzocca, con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli.

In collaborazione con l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca di Brera, di Milano, e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la mostra, curata da Fernando Mazzocca e con il coordinamento generale di Gianfranco Brunelli, raccoglie circa 120 opere dell’artista.

Il percorso espositivo segue una successione cronologica, che rievoca insieme la vita e il percorso creativo del grande pittore: dagli anni della formazione tra Venezia e Roma, ancora nell’ambito del Neoclassicismo, sino all’affermazione, a Milano, come protagonista del movimento Romantico e del Risorgimento accanto a Verdi e Manzoni, con i quali ha contribuito all’unità culturale dell’Italia.

La sequenza di opere, tra cui capolavori più noti accanto ad altri presentati al pubblico per la prima volta – inedito l’accostamento delle tre versioni del Bacio, rivela la grandezza di Hayez nel padroneggiare generi diversi come la pittura storica e il ritratto, la mitologia, la pittura sacra e un ambito allora di gran moda come l’orientalismo, sino a giungere alle composizioni dove trionfa il nudo femminile, declinato in una potente sensualità che lo rende unico nel panorama del Romanticismo italiano e europeo.

www.gallerieditalia.com/hayez/
 
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