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23 gennaio - 12 giugno
Brescia - Palazzo Martinengo

Lo splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell'Ottocento

100 capolavori che raccontano l’incanto di una città che ha rappresentato un mito intramontabile nell’immaginario collettivo

Palazzo Martinengo a Brescia conferma e rafforza la propria presenza all’interno del panorama artistico italiano con una nuova esposizione dedicata agli incanti di Venezia, la città che nei secoli ha affascinato generazioni di artisti.

L’iniziativa, curata da Davide Dotti, col patrocinio della Provincia di Brescia, presenterà oltre cento capolavori di Canaletto, Bellotto, Guardi e dei più importanti vedutisti del XVIII e XIX secolo, provenienti da collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali. Sala dopo sala il visitatore vivrà un affascinante viaggio alla scoperta degli scorci più suggestivi della Città dei Dogi – da Piazza San Marco a Punta della Dogana, da Palazzo Ducale al Ponte di Rialto fino allo spettacolare Canal Grande percorso dalle gondole – seguendo il filo di un racconto che si dipana lungo due secoli di Storia dell’Arte, attraversando le differenti correnti pittoriche succedutesi nel corso del tempo, dal barocco al rococò, dal romanticismo fino agli echi dell’impressionismo.

La mostra, che si articola secondo un avvincente itinerario cronologico, è suddivisa in dieci sezioni tematiche impreziosite dalla presenza di una raffinata selezione di vetri di murano creati dall’artista Maria Grazia Rosin, tra cui l’installazione “Gelatine Lux” esposta alla 53º Biennale d’Arte di Venezia. Conclude il percorso espositivo la sala “Venezia teatro della vita”, dove sono protagonisti dipinti con scene di vita quotidiana ambientate in campi e campielli, tra le calli e i canali della città.

amicimartinengo.it/?page_id=81
 
16 gennaio - 24 gennaio
Bergamo - Fiera Nuova di Bergamo

IFA - Italian Fine Art 2016

Prende avvio la prima edizione di ITALIAN FINE ART, una grande mostra internazionale che accoglierà nei padiglioni della Fiera oltre 120 espositori, selezionati tra le più importanti gallerie antiquarie italiane

La proposta espositiva è ampia e raffinata.  Protagonista l’Alto Antiquariato e non solo: sculture e marmi, maioliche, gioielli, vetri, arte tribale, arredi e dipinti europei dal XIII secolo alla prima metà del Novecento, arte antica cinese e giapponese, arte tessile e infine la grande decorazione della tradizione italiana.

 

www.italianfineart.eu/default.asp?lingua=ita
 
18 dicembre 2015
Udine - Copetti Antiquari, Via Paolo Sarpi, 25

L'estasi di San'Agostino

Ritorna ad Udine un capolavoro “scomparso” del Carneo

Dopo quasi un secolo un’importante opera del grande artista può essere di nuovo ammirata nella Galleria Copetti di Via Paolo Sarpi in città ed a loro spetta il merito di averla ritrovata in una collezione privata.

Uno dei primi studiosi di Antonio Carneo, Benno Geiger l’aveva vista “arrotolata presso un antiquario a Udine” e dava conto dell’importanza qualitativa e storica della stessa. Nel 1927 era a Venezia per passare poi in Ungheria; dati ripresi dagli organici lavori del Rizzi e della Furlan che evidenziava la derivazione “incisoria” dal Van Dick. Rimaneva ignota agli studiosi la provenienza e questo ha stimolato chi scrive per alcune riflessioni che la restituiscono al soppresso Convento cittadino delle Agostiniane.

Il tema iconografico con l’“estasi di S. Agostino” ne tracciava la provenienza da quel Convento dove al presente c’è la Caserma Di Prampero e dove appunto le Mantellate Agostiniane avevano avuto principio già nel XV secolo grazie alla Beata Elena Valentinis e la sorella Perfetta.
La Chiesa era stata rifabbricata poi nel 1664 e riattato il Collegio-Convento che godeva della protezione diretta della città, che destinava al suo governo tre nobili per sindaco e provveditori.     
La pala che porta al centro S. Agostino in estasi ha in veste adorante la Beata Elena Valentinis con S. Giovanni Nepomuceno, già da tempo venerato e in quegli anni in corso di canonizzazione grazie all’intervento degli Agostiniani. Sull’altro lato compare l’agostiniano S. Nicola da Tolentino che successivamente veniva rappresentato dal pittore Ruggieri nella stessa chiesa ed in basso il probabile committente nella veste dell’Ordine.
Nella stessa chiesa l’Asquini nelle sue note sui pittori friulani ricordava altre opere del Carneo: “quattro quadri del Vecchio Testamento appesi alla tribuna della chiesa” (dal manoscritto reso noto dal Pastres). Era evidentemente un artista amato dall’Ordine se nella Chiesa di S. Lucia compariva la splendida pala di S. Tommaso da Villanova, anch’egli santo agostiniano presente nell’edificio cultuale che secoli prima la Beata Elena Valentinis frequentava per devozione prima di fondare le “Mantellate di S. Agostino”.

Se l’importante pala di S. Lucia non è più in città, questo recupero resta uno dei più significativi per conoscere la pittura seicentesca in Friuli con chiari rimandi alla poetica del Langetti. L’impaginazione impostata sulle diverse scansioni delle figure porta una partitura cromatica che ritroviamo nella maturità dell’artista con accordi forti e sostenuti ma anche con sfumature e trasparenze che ritroviamo nel volto estatico di S. Agostino. Le profilature dei personaggi sottinsù sono resi quasi con una volontà di identificazione e di carattere come in quella del devoto agostiniano offerente.
Una probabile datazione al 1670 pare ben giustificata confrontandola con le opere coeve, considerato anche che la Chiesa e la struttura conventuale annessa veniva riformata, come detto, nel 1664.
Il recupero pertanto non ha solo un’importante valenza per aver restituito alla città un’importante pagina del suo patrimonio artistico, ma resta anche una riflessione oggettiva sul recupero e riuso di una grande patrimonio immobiliare fatto per necessità in epoca napoleonica e austriaca e proseguito con l’unità d’Italia. Un mirato percorso in questi luoghi, con un richiamo alle opere che contenevano ed alla loro storica rappresentazione, potrebbe essere uno stimolo per la memoria collettiva della cittadinanza udinese.

www.copettiantiquari.com
 
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