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N. 256 - luglio-agosto 2006
I nostri affanni

Il mondo dell'Antiquariato tra burocrazia pubblica e privata

 Il Ministro Rutelli a Firenze

In previsione del lavoro che attende il nuovo Ministro ci facciano premura di notare come in questi ultimissimi tempi la macchia burocratica che attiene all'esercizio dei Beni Culturali, denoti un preoccupante appesantimento che dà la sensazione di intralciare notevolmente il già tortuoso cammino dei Beni Culturali in mano ai privati. Pensando che non sono solo ragioni di restringimento alla libertà di movimento, che sia pur faticosamente si andava delineando, abbiamo tuttavia colto una probabile ragione di tutto questo in ciò che la stampa ha riportato della riunione che il Ministro Francesco Rutelli ha avuto a Firenze col personale dell'Amministrazione dei Beni Culturali guidatadal Soprintendente Antonio Paolucci. Relativamente a quanto sopra lamentato, possiamo capire che le difficoltà maggiori provengano da una carenza di personale, carenza che sta aumentando visibilmente con il raggiungimento dei lirniti di età dei funzionari i quali si stanno pensionando senza che all'orizzonte si intraveda la benché minima intenzione di predisporre concorsi per l'ingresso nelle stesse Soprintendenze di personale specializzato. Non vorremmo poi arrivare al punto in cui per una assoluta necessità fossero banditi concorsi che consentissero l'accesso alle Soprintendenze non solo ai vincitori ma anche ai così detti idonei o comunque a coloro che vi abbiano partecipato. E'una storia dolorosa che abbiamo già sopportato in tempi passati di forte oscurantismo culturale quando invece siamo consci, noi e gli stessi funzionari dei Ministero, che l'efficienza della macchina burocratica si ottiene quando i migliori e i più selezionati di loro occupano i posti di maggiore responsabilità. Ci preme perciò fare nostra questa preoccupazione scaturita dall'incontro di Firenze e rinnovare l'appello al nuovo Ministro perché, sia pure in tempi di contenimento delle spese, si trovi il coraggio di privilegiare il Ministero dei Beni Culturali fomendolo dei mezzi econormcI necessan a quel funzionamento che ía Cultura italiana e gli operatori pubblici e privati auspicano vivamente.

Il Gotha di Parma e gli Antiquari dell'Associazione

Si sono concluse nei giorni scorsi le lunghe trattative per collegare gli interessi delle Fiere di Parma con quelli dell'Associazione. E' stato complesso l'accordo perché andavano tutelati gli Antiquari espositori dell'Associazione per evitare imbarazzanti vicinanze che avrebbero in qualche modo reso inutile lo sforzo da parte dei due interlocutori di riportare il Gotha ai livelli degli esordi. Da una parte andavano protetti espositori storici della rassegna parmense ed è stato fatto in quei casi che oltre alla storicilà delle presenze corrispondesse una reale qualità professionale. Gli Antiquari dell"AAI sono stati messi al corrente degli accordi che si andavano profilando continuamente e l'interesse dimostrato per questa nostra iniziativa, è stato vasto e confortante è il numero delle richieste di partecipare al Gotha. Già da una prima nota informativa inviata dalla nostra Segreteria abbiamo avuto risposte che coprono al 90% le possibilità degli spazi messi a disposizione, quindi nei prossimi giorni la Mostra sarà completa. Siamo molto soddisfatti che gli Antiquari AAI abbiano risposto in maniera corale a questa nuova possibilità che gli veniva offerta con tutte le garanzie che sono già state collaudate nelle precedenti Mostre organizzate dalla nostra Segreteria; basterà ricordare i quattro edizioni di Palazzo Venezia e le recenti Mostre di Palazzo Corsini a Firenze. Vogliamo in questa circostanza rallegrarci con gli Associati e ringraziarli per l'attaccamento dimostrato nei confronti dell'Associazione, dopo le sollecitazioni ricevute per partecipare ad altre manifestazioni e che hanno invece scelto di seguire una linea corretta dimostrando anche di avere buona memoria per valutare circostanze e fatti fortemente lesivi per l'Associazione. Non ci stancheremo di ricordare quale sia stato l'iter dell'estromissione dell'Associazione da quella che si era consolidata come la mostra della Associazione Antiquari d'Italia e come le chimere avessero teso reti seducenti per coinvolgere il maggior numero di Associati. Per questo siamo orgogliosi di come la stragrande maggioranza degli Associati, dopo un iniziale sconcerto abbia compreso la realtà. Ma per tornare agli accordi raggiunti con Fiere di Parma siamo grati della disponibilità manifestata accogliendo in larga parte le richieste avanzate, compresa quella della progettazione da affidare al Maestro Pier Luigi Pizzi e alla realizzazione degli spazi espositivi alla Ditta Progemadue di ormai consolidata esperienza e affidabilità.

07.2006
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