archivio Il Giornale dell'Arte

N. 247 - ottobre 2005
Evoluzione del gusto

L'arte è sempre contemporanea

L'attuale tendenza dell'antiquariato è di rivolgersi anche all'arte del nostro tempo.

La caratteristica principale dei nostro tempo è l'avere ridotto i tempi di reazione ai fenomeni e alle emozioni che continuamente e con intensità sempre più frequente ci bombardano. Il gusto per il collezionismo che in tempi passati era in qualche modo caratterizzato da una certa schematizzazione anche eccessiva derivata da una semplificazione di comodo faceva si che Antichità venisse considerata la civiltà che finiva alle soglie dell'Ottocento: successivamente dopo il secolo intercorso tra la nascita dell'antiquariato modemo e i tempi nostri, l'attenzione dei mondo dell'antiquariato si è spostata sempre più verso il Moderno tendendo a fagocitarlo e a creare quello che correttamente intenderemmo dovesse essere il mondo dei collezionismo d'arte perché un vero collezionista non solo può essere quello che colleziona specializzandosi all'estremo oggetti di una medesima categoria o di un medesimo stile o di una medesima epoca ma anche colui che colleziona tutto ciò che gli pare degno di attenzione spaziando perciò dalle manifestazioni più antiche dello spirito fino alle contemporanee. Ragioni diverse inducono però ancora la seitorializzazione del mercato dell'arte ma la recente apertura delle mostre più importanti di antiquariato all'arte moderna e addirittura contemporanea fanno bene sperare. Non vogliamo dire con questo che l'antiquariato deve rinunciare alla propria specificità, ma anzi dimostrare che la cultura e la preparazione propria degli antiquari li induce ad una attenzione sempre maggiore ai fenomeni dello spirito senza prevenzioni e chiusure per tutto ciò che la mente umana può concepire. Non sarà facile, forse neppure troppo conveniente, mescolare di punto in bianco l'arte contemporanea con l'antiquariato altrimenti potremmo correre il rischio di bruciare per ingordigia un processo di assimilazione che richiede comunque un tempo ragionevole. Tuttavia i segnali che ci pervengono sono nella direzione di cui abbiamo detto.
Del resto se noi andiamo con la mente al passato storico del collezionismo, ci possiamo rendere conte che fino dal Rinascimento i grandi collezionisti hanno avuto il piacere di accompagnare oggetti del loro passato più o meno recente con la frequentazione degli artisti del proprio tempo e con l'acquisizione degli oggetti più importanti da essi eseguiti. Tutto questo è valso anche per i secoli successivi fino a tutto l'Ottocento. Come non ricordare la cupidigia di Lorenzo de'Medici che accanto alle opere più significative degli artisti fiorentini a lui vicini raccoglieva reperti di ogni parte del mondo conosciuto sguinzagliando i propri agenti ovunque avesse una sede del proprio banco; per non parlare delle principali dinastie italiane dagli Sforza ai Montefeltro, ai Gonzaga ecc., e via via i grandi collezionisti stranieri, i regnanti e i magnati dei principali paesi d'Europa. Insomma il grande collezionismo non ha conosciuto frontiere cronologiche nè geografiche; infondo si tratta di abituare i collezionisti nuovi quelli che cioè si avvicinano all'anliquariato con entusiasmo ma anche con sospetto alla possibilità che opere d'arte di secoli diversi possano convivere.
Ricordiamo l'esperimento per allora forse prematuro ma che comunque suscitò grande interesse della mostra tenuta a Palazzo Strozzi negli anni Sessanta del Novecento "L'antiquariato nella casa moderna" dove i maggiori architetti non solo italiani proponevano ambienti in cui l'oggetto antico potesse mescolarsi convenientemente con arredamento contemporaneo. Il concetto era quello di dare la preminenza all'antiquariato e di offrire esempi di come questo connubio potesse proporsi. E' trascorso mezzo secolo e il mercato per conto suo timidamente, comincia a manifestare interesse verso le attività degli artisti dell'ultima stagione dei Novecento. E'un primo passo ma già qualche galleria di arte antica propone mostre di arte contemporanea anche se per ora sono episodi scollegati dall'attività principale.
A ben pensarci accanto a tante opere del passato che vengono normalmente proposte sul mercato dell'arte che di valenza artistica ne hanno ben poca, ci sembra che suggerire un'opera di Sironi piuttosto che di de Pisis non vada contro né il gusto né l'interesse del collezionista in quanto le opere suggerite appartengono al filone maggiore delle arti. Artisti che hanno già avuto il vaglio del tempo e della critica possono quindi essere offerte dall'antiquario con tutte le garanzie che sono riservate alle opere antiche.

10.2005
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