archivio Il Giornale dell'Arte

N. 242 - aprile 2005

Spigolature dal mondo dell’Arte

Le botteghe degli antiquari e gli Assessori alla Cultura

In occasione della Mostra Biennale di Piazza Ognissanti del Dicembre 2002, nel presentare la Mostra era stato predisposto un depliant pubblicitario dove si scriveva fra l’altro che le “botteghe antiquarie sono patrimonio cittadino alla stregua dei Musei, delle chiese e di quanto altro è simbolo della nostra città”. Questa frase veniva sottolineata dal Soprintendente Antonio Paolucci dicendo che “non si poteva dire di meglio” aggiungendo, nell’introduzione al catalogo della Manifestazione: “il lavoro degli antiquari merita l’attenzione di tutti noi perché gli antiquari sono Firenze e Firenze non sarebbe più Firenze se il mercato dell’arte antica deperisse o degradasse ”. Ci fa piacere ora osservare che il Comune di Firenze, riteniamo ad opera dell’Assessorato alla Cultura, ha fatto predisporre una segnaletica stradale che esemplifica il concetto apprezzato da Paolucci, dove le botteghe antiquarie vengono indicate assieme a Musei, a palazzi storici ed edifici religiosi. La soddisfazione che abbiamo ricevuto da un risultato così evidente e di prestigio, ci induce ad indicarlo anche ai colleghi delle altre città di alta concentrazione di botteghe antiquaria, ma anche dei centri minori, dove le presenze di antiquari sono proporzionalmente ridotte ma comunque adeguate all’importanza dei monumenti storico-artistici. E’ questo un evidente segnale che il mercato dell’arte ha un’importanza “strategica” per quanto concerne la cultura e il turismo di qualità al quale in questo modo viene facilitata la visita alla città antiquaria; ma al tempo stesso fa capire che finalmente le Istituzioni percepiscono l’importanza dell’antiquariato di qualità alla stregua dei luoghi artistici della città.


Maastricht 2005

Si è conclusa domenica 13 l’edizione 2005 della Mostra olandese con una partecipazione internazionale che bene ricalca le tendenze del collezionismo. Le proposte come di consueto sono state rivolte, per lo più, ai fatti artistici che si sono sviluppati nei paesi del Nord Europa. Quindi molti stands di mercanti provenienti da quell’area geografica esponevano quanto di meglio si può oggi reperire sul mercato artistico. Oltre a questi, c’erano anche operatori che presentavano oggetti di aree artistiche diverse: la scuola italiana era ben rappresentata nei diversi secoli da colleghi che, data l’importanza dell’appuntamento avevano selezionato opere di grande rarità e spesso inedite. Ci piace ricordare lo stand di Fabrizio Moretti con i suoi primitivi, di Marco Voena con i due bellissimi paesaggi del Vanvitelli, i quadri genovesi di Valerio Castello e Gregorio de Ferrari esposti da Canesso; per restare nei dipinti Gian-Luc Baroni presentava come al solito opere di grande prestigio, Grassi Studio con una bella Madonna e Santi di Salimbeni, e Marietta Corsini con l’affascinante Ecce Homo di Michele Ciampanti. Cesare Lampronti mostrava una bella Natura Morta di Baschenis già vista in occasione di una sua mostra nel 1993 e poi Lodi con l’insolita Natura Morta di Solimena. Nella sezione Antiques & Works of Art lo stand di Cesati esponeva due notevoli aquile in bronzo dorato, i Di Castro mostravano opere lapidee di grande interesse in uno stand magistralmente orchestrato. Domenico Piva esponeva manufatti della migliore cultura figurativa veneziana, ma presentava anche un bel rilievo di terracotta attribuito a Giovan Battista Foggini raffigurante Perseo e Andromeda. Per concludere la rassegna dei colleghi italiani presenti in Mostra sottolineiamo il dipinto di Giovanni Martinelli raffigurante le tre Grazie, esposto nello stand di Altomani, autentico capolavoro del Seicento Fiorentino.
Vogliamo sottolineare quanto rilevato da un collega italiano che la Mostra sta diventando un fatto di moda e ciò, se da una parte ne sottolinea il grande interesse, dall’altra la rende praticamente invisitabile per l’enorme quantità di visitatori che gironzolano stanchi e annoiati nei corridoi dell’esposizione intasando di fatto e rendendo difficoltosa la visita alle persone veramente interessate a esaminare le opere esposte. Fatta questa annotazione l’andamento delle vendite è stato incoraggiante. La parte del leone naturalmente l’hanno fatta le opere di cultura Nord-europea ma anche le attività artistiche diciamo mediterranee, intendendo con ciò la Francia, la Spagna e l’Italia, hanno riscosso molto interesse soprattutto per la pittura, la scultura e le arti decorative, mentre si è avvertito un calo di domanda nei confronti degli arredi.

 

 

Di un convegno sui Beni Culturali.

Il 15 Aprile alle ore 16 si terrà nei Saloni della Banca Finnat Euramerica di Palazzo Altieri in Piazza del Gesù un convegno intitolato “Una battaglia doverosa: la difesa del Patrimonio mobile privato”, promosso dalla Sezione Lazio dell’Associazione Dimore Storiche Italiane. Il convegno si aprirà con l’introduzione dell’Ambasciatore Mario Bondioli Osio che presenterà il Ministro Giuliano Urbani, cui faranno seguito gli interventi del Professor Annibale Marini, del Professor Salvatore Settis, del Generale Ugo Zotti, del Professor Francesco Francioni, dell’Avvocato Francesco Bilè, del Dr. Fabrizio Guidi Bruscoli, dell’On. Ferdiando Adornato, del Sen. Luciano Magnalbò, con le conclusioni dell’Avvocato Anna Sanfelice Visconti. L’interesse del convegno, risiede nel fatto che l’Associazione Dimore Storiche Italiane, che ha il grande merito di tutelare e di conservare edifici storici, ponga attenzione alla difesa del patrimonio mobile, battaglia che vede solidali i rappresentanti più qualificati del mercato antiquario i quali, sono altamente interessati al problema, perché molto spesso vittime di equivoche situazioni dove i ruoli vengono confusi e si attribuisce all’attività dell’antiquario ogni minimo o grande misfatto concernente i reati contro il patrimonio artistico. 

04.2005
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