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BOCCARDO, Piero - PRIARONE, Margherita.

Sinibaldo Scorza (1589-1631). "Avezzo a maneggiare la penna dissegnando".

Genova, 2017. Cm. 24x17, pp. 128, tavv. e ill. a col. e in nero n. t., br.

Catalogo della mostra: Genova, Musei di Strada Nuova Palazzo Rosso,

Sinibaldo Scorza (Voltaggio 1589 - Genova 1631) è senza dubbio tra gli artisti più originali del primo Seicento genovese: prolifico disegnatore, raffinato miniatore e singolare pittore di paesaggi e animali, in opere per la maggior parte di piccolo formato, asseconda un nuovo gusto internazionale per la pittura di genere e i soggetti di tono minore. La sua attività grafica, che si segnala per la grande diversità di modi e di tecniche impiegate – matita nera e rossa, penna e inchiostro con acquerellature, pigmenti colorati; abbozzi e schizzi, studi preparatori più accurati, appunti dal vero, copie da stampe di maestri antichi – era già lodata dalle fonti a lui coeve per l’alta qualità formale e la capacità mimetica della natura. Pubblicato in parallelo all’esposizione al pubblico presso i Musei di Strada Nuova, il nucleo completo di disegni dell’artista del Gabinetto Disegni e Stampe di Palazzo Rosso – ben una novantina di fogli, dei quali 55 fino a quest’anno inediti – è secondo per importanza al mondo (dopo quello della collezione Czartoryski del Muzeum Narodowe, di Cracovia) e mostra una grande varietà di soggetti: dai più consueti studi di animali, talora ‘esotici’ per gli osservatori dell’epoca (non solo cani e gatti, mucche e cavalli, ma anche pavoni, pappagalli, struzzi, orsi, e perfino leopardi), agli studi di figura, a disegni preparatori per composizioni di soggetto religioso assegnabili all’attività giovanile e difformi per iconografia e stile dallo Scorza maggiormente noto agli studi e al pubblico.

2017
24.00 €
 
TURNER, Nicholas.

The Paintings of Guercino. A Revised and Expanded Catalogue reisonné.

2017
240.00 €
 
A cura di Vincenzo Abbate.

Serpotta e il suo tempo.

Cinisello Balsamo, 2017. Cm. 28x25, pp. 304, tavv. 95 a col. e figg. a col. e in nero n. t., br.

Catalogo della mostra: Palermo, Oratorio dei Bianchi, 2017.

La città di Palermo, all’indomani della dura repressione di Messina, l’eterna sua rivale ribellatasi alla Spagna (1678), vive i fasti di unica capitale del Viceregno di Sicilia. Questo libro dà ampiamente conto dei suoi “giorni d’oro”, delle “meraviglie” di una produzione artistica raffinata e di tutto rispetto – d’uso e arredo liturgico o pertinente alla grande decorazione ecclesiastica o privata –, in un momento davvero particolare di felice interazione e connubio fra le arti, quando all’architetto ideatore e di grido, quale fu per esempio Giacomo Amato rientrato da Roma, si affiancano nell’elaborazione di un’opera valenti disegnatori, abili stuccatori, scelte maestranze di orafi, corallari, ebanisti, intagliatori, tutti interpreti congeniali delle sue invenzioni. Primo fra tutti Giacomo Serpotta, cui spettò il grande merito d’aver rivoluzionato l’arte dello stucco, facendolo assurgere alla stessa dignità del marmo, e d’aver dato elegante e candida veste decorativa a chiese e oratori. Amato e Serpotta si avvalsero fra l’altro della sinergica collaborazione di pittori/incisori della portata di un Pietro Aquila o di un Antonino Grano, capaci di tradurre le idee progettuali in schizzi, disegni, elaborati grafici via via sempre più dettagliati da consegnare alle varie maestranze per l’esecuzione.
Grazie ai recenti interventi di restauro, tanti monumenti serpottiani in città sono stati restituiti al loro antico splendore: questo libro racconta della fitta rete relazionale di committenti d’eccezione, artisti aggiornati e valenti maestranze che ne hanno reso possibile la realizzazione.

2017
34.00 €
 
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