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cura di Giulio Ometto, Luca Mana.

DA PIFFETTI A LADATTE. Dieci anni di acquisizioni alla Fondazione Accorsi-Ometto.

Cinisello Balsamo, Silvana, 2018. Cm. 24x17, pag. 88, fig. a col, br.

Il Museo Accorsi-Ometto, nato per far conoscere uno straordinario patrimonio di arredi e di opere d’arte, ha tra i suoi compiti, oltre alla salvaguardia dell’arte del XVIII e XIX secolo, anche l’ampliamento delle proprie raccolte, mantenendo così inalterato il gusto e lo spirito collezionistico del fondatore, Pietro Accorsi.
Il volume illustra le acquisizioni operate negli ultimi dieci anni allo scopo di colmare alcune lacune espositive e, soprattutto, di ‘riportare a casa’ capolavori dell’arte piemontese che rischiavano di migrare all’estero o di perdersi nel labirinto del collezionismo privato. Tra questi, i tre gruppi scultorei in terracotta di Francesco Ladatte, lo scultore dei re di Francia e di Sardegna, e i mobili di Pietro Piffetti, autore di alcuni tra i più celebrati capolavori dell’ebanisteria barocca. Sono solo una piccola parte degli oggetti entrati in museo: ne sono altri esempi l’incantevole Venditrice di Amorini in biscuit di Meissen del 1790- 1800; le miniature francesi che ritraggono eleganti gentiluomini e nobildonne del XIX secolo; gli oggetti in porcellana della manifattura di Vincennes e della dinastia Qing montati su bronzi dorati, e ancora i ritratti dei Savoia di Louis-Michel van Loo e di Giovanni Panealbo, le Allegorie di Giuseppe Bernardino Bison, gli orologi francesi e gli argenti napoletani. Tutte opere che rappresentano un omaggio incondizionato alle arti decorative e, allo stesso tempo, uno spassionato amore per il bello.

2018
15.00 €
 
TEDESCHI, Francesco.

Incontri. Nuove esplorazioni nel divisionismo. Il divisionismo. Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona.

Milano, Electa, 2018. Cm. 28x22, pag. 112, fig. a col, cart con sovrac.

Il Divisionismo rappresenta un momento cruciale nella storia dell’arte italiana, oggi celebrato in tutto il mondo attraverso mostre ed esposizioni di grande interesse e richiamo per il pubblico. Nella città di Tortona, all’interno dell’antico Palazzetto Medievale, si trova un museo unico nel suo genere, che ripercorre la nascita, la formazione e lo sviluppo del Divisionismo, corrente artistica che si fece portavoce dell’avvento della modernità in Italia tra Ottocento e Novecento. La preziosa collezione, nata dall’intensa attività di valorizzazione del patrimonio artistico del territorio piemontese da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, si è recentemente arricchita di 16 nuovi capolavori tra cui, per citarne alcuni, Riflessioni dolorose di Attilio Pusterla, Il ponte di Pellizza da Volpedo e Meriggio d’autunno di Aleardo Terzi.
Il volume, curato da Francesco Tedeschi, integra, con la raccolta delle ultime acquisizioni, il precedente catalogo della Pinacoteca, Il Divisionismo, curato da Flavio Caroli e pubblicato da Electa nel 2015.

2018
19.90 €
 
A cura di Giovanni Mazzaferro.

La donna che amava i colori. Mery P. Merrifield lettere dall'Italia 1845-1846.

Milano, Officina Libraria, 2018. Cm. 17x24, pag. 205, br.

Mary Philadelphia Merrifield (1804-1889) è nota come ‘la signora delle tecniche artistiche’: a metà dell’Ottocento scoprì, trascrisse e tradusse manoscritti tuttora fondamentali per indagare modalità e materiali con cui gli Antichi Maestri italiani creavano le loro opere. Pubblicò tutto negli Original Treatises on the Arts of Painting (1849), ancor oggi considerati un punto di riferimento imprescindibile per storici dell’arte, restauratori e storici delle tecniche artistiche. Sfortunatamente, della sua vita sappiamo pochissimo. Di recente, a Brighton, sono state riscoperte trentanove lettere che Mary P. inviò al marito, rimasto a casa, fra 1845 e 1846, nel corso del suo viaggio italiano in cerca di manoscritti. Vengono qui pubblicate per la prima volta in assoluto. Ce la raccontano per quella che realmente fu: una donna straordinaria. Madre di cinque figli, Mary P. parte su incarico del governo inglese assieme al figlio maggiore (appena diciottenne) e setaccia sistematicamente archivi e collezioni private di Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia. È fermamente convinta che l’essere donna sia per lei un vantaggio: restauratori e artisti non la percepiscono come una potenziale concorrente e sono più disponibili a svelare i ‘segreti’ delle tecniche. Nella famiglia Merrifield, peraltro, gli uomini lavorano per le donne: il figlio maggiore trascrive tutti i manoscritti, il marito scrive le introduzioni dei libri della moglie e il terzogenito quattordicenne ne redige gli indici. Le lettere fanno finalmente luce sul circuito delle conoscenze inglesi della ricercatrice, ma descrivono anche il mondo dell’erudizione e della cultura italiana subito prima dei moti del 1848. Più in generale, si rivelano di estremo interesse per la storia materiale dell’Ottocento italiano: il mondo che viene immortalato da Mary P., con la sincerità che solo le lettere private possono assicurare, è fatto di opere d’arte, ma anche di vivacissime impressioni di viaggio. L’autrice dimostra un occhio attento e curioso, raccontando aspetti del quotidiano difficilmente reperibili altrove.Tornata in Inghilterra, Merrifield coltiva molte altre passioni, privilegiando i suoi interessi per le scienze naturali. Negli ultimi trent’anni della sua vita si occupa principalmente di alghe, e poco prima di morire ha la soddisfazione di vedersi intestare a suo nome una di esse. Mantiene però sempre inalterato un approccio scientifico alla descrizione della realtà che appare in filigrana anche nelle missive inviate al marito.

2018
19.00 €
 
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