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A cura di Daniele Sanguineti

Disegno genovese. Dal Bergamasco all’Accademia di Paggi.

Genova, Sagep, 2018. Cm. 17x24, pag. 79, ill. a col e in nero, br.

Il volume, seconda uscita entro la collana ‘Materiali d’arte genovese’, affronta il problema della progettazione grafica attraverso due approfondimenti.

Daniele Sanguineti, presentando l’inedito disegno di Giovanni Battista Castello il Bergamasco per la pala della chiesa di San Sebastiano - di cui una scritta sul verso attesta un passaggio di mano a beneficio di Gaspare Forlani, intagliatore e specialista nell’esecuzione delle carpenterie -, affronta le modalità di inserimento, nel secondo Cinquecento, delle pale d’altare entro lo spazio della cappella attraverso l’impiego di cornici lignee dalla connotazione spiccatamente architettonica. Valentina Frascarolo, prendendo le mosse dalla casa-studio di Giovanni Battista Paggi, offre una nuova lettura dell’Accademia promossa dal collezionista Giovan Carlo Doria attraverso l’apporto grafico dei pittori che più intensamente la frequentarono e che furono attivi nel corso del primo Seicento (Luciano Borzone, Giulio Benso, Gioacchino Assereto, Gio. Domenico Cappellino).

2018
20.00 €
 
A cura di Aldo Galli e Antonio Bartelletti.

Nelle terre del Marmo. Scultori lapicidi da Nicola Pisano a Michelangelo. Acta Apuana XIII-XV (2014-2016)

Ospedaletto, 2018. Cm. 21x30, pag. 263, fig. a col, br.

II volume indaga la straordinaria fortuna della scultura in marmo apuano tra la metà del Duecento e gli inizi del Cinquecento: da Nicola Pisano a Michelangelo. Una lunga parabola o, forse meglio, un’iperbole di intense relazioni artistiche e commerciali, che vide protagonisti lapicidi e scultori di varia provenienza, la cui arte fece del marmo apuano il materiale più prestigioso e ricercato per statue, monumenti, altari o sepolcri, da Venezia a Napoli, dalla Spagna alla Francia.

Il titolo del volume, Nelle Terre del Marmo indica, in prima istanza, una nuova possibile denominazione connotativa per un’area demo-territoriale non ancora del tutto consapevole di una propria identità. Si riferisce immediatamente a un territorio di diverse culture e tradizioni, che ha però condiviso una comune storia di eventi nel corso del periodo qui considerato, quando è stata campo di conquista e pure di divisione e scontro tra Genova, Pisa, Lucca e Firenze. Nei borghi e nelle vallate apuani sono nati, quasi per determinismo geografico, artefici per necessità, che hanno risalito lentamente la china delle competenze tecniche e delle abilità artistiche, divenendo prima picchiapietre o scalpellini, poi lapicidi ed infine scultori. Sono quei luoghi in cui talvolta arrivavano, da altre Terre o da città vicine ed affamate di pietre ornamentali, schiere di altri lapicidi e scultori, alla continua ricerca di materiali utili all’architettura e/o alle produzioni plastiche. Il documenta, offrendone una splendida mappatura, la variegata produzione marmorea, molta legata alla decorazione ornamentale, sviluppatasi nella zona nel corso del periodo crnologico preso in esame.

2018
24.00 €
 
BETTI, Paola

Svago e Devozione nell'opera di Giovan Domenico Lombardi.

Todi, 2017. Cm. 24x17, pag. 147, fig. a col, cart.

Una serie di ritrovamenti messi a segno in questi ultimi anni, tanto di opere quanto di documenti, fornisce ora a Paola Betti l'occasione di questo lavoro che si propone di fare il punto sulla conoscenza di Giovan Battista Lombardi, protagonista del panorama figurativo lucchese della prima metà del Settecento. Di recente al pittore è stato riconosciuto un ruolo di rilievo, paragonabile a quello ricoperto da Pietro Paolini nel secolo precedente, per il tenore qualitativo e l'abbondanza della produzione, che ha interessato tutti i generi tematici, il ritratto, la natura morta, le scene di vita quotidiana nonché i soggetti di carattere religioso, allegorico e mitologico. La formazione del pittore, come riportano le fonti, si svolse tra Venezia e la Lombardia, ma con puntate anche in Emilia, forse territorio di passaggio sulla via verso la laguna, e a Roma, come lasciano supporre le numerose, profonde tracce della cognizione di quanto andava avvenendo sulla scena artistica della città papale nel passaggio tra Sei e Settecento.

2017
35.00 €
 
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