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A cura di: Eugenia Bianchi, Alessandro Rovetta, Alessandra Squizzato.

Le arti nella Lombardia asburgica durante il Settecento. Novità e aperture.

Milano, 2017. Cm. 30x21, pp. 464, figg. in nero n. t., br.

Atti del Convegno di Studi: Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore e Pinacoteca di Brera, 5-6 giugno 2014.

2017
30.00 €
 
A cura di Sybille Ebert-Schifferer, Tod A. Marder, Sebastian Schütze

Bernini disegnatore: nuove prosepttive di ricerca.

Roma, Campisano, 2017. Cm. 24x17, pag. 408, fig. in nero e a col, br.

I disegni del Bernini offrono una prospettiva privilegiata, un’opportunità di affrontare l’arte del cavaliere nella sua universalità come scultore, pittore e architetto, ma anche come inventore per le arti decorative, e ci permettono uno sguardo intimo nel laboratorio del genio, capace di adattare le sue invenzioni a circostanze in continua evoluzione e alle domande pressanti dei suoi committenti. Mentre l’esecuzione dei grandi progetti era delegata sempre più a una schiera di collaboratori altamente specializzati, il tratto personalissimo dei disegni ci riporta alla mano e al pensiero del Bernini. Sono disegni preparatori che fanno trasparire l’iter concettuale di occasioni grandi e piccole, ma anche studi di struggente naturalismo, ritratti parlanti di straordinaria vivacità e quei grandi disegni autonomi dell’ultimo Bernini, ormai non più semplice segno grafico ma strumento di contemplazione mistica.

2017
70.00 €
 
A cura di Eloisa Dodero, Claudio Parisi Presicce.

Il Tesoro di Antichità. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento.

Roma, Gangemi, 2017. Cm. 28x21, pag. 384, ill. n.t, br.

Catalogo della mostra aperta ai Musei Capitolini, Roma dal 7 dicembre 2017 al 22 aprile 2018.

«Vivo come un artista e come tale sono accolto nei luoghi dove ai nella Roma del Settecento giovani è permesso di studiare, come nel Campidoglio. Qui è il Tesoro delle Antichità di Roma e qui ci si può trattenere in tutta libertà dalla mattina alla sera».
È il 7 dicembre del 1755 ed è con queste parole che Johann Joachim Winckelmann (1717-1768) descrive a un amico la sua prima visita al Museo Capitolino. Negli anni in cui Winckelmann rivoluziona il modo di studiare le testimonianze del mondo antico, il modello di museo pubblico rappresentato dal Museo Capitolino si diffonde in tutta Europa, segnando la nascita di nuove modalità di fruizione dei beni culturali: un «Tesoro di Antichità» non più concepito come proprietà esclusiva di pochi, ma come luogo destinato all'avanzamento culturale della società.

 

2017
35.00 €
 
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