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4 settembre - 4 ottobre
Figline Valdarno - Oratorio dell'ex Ospedale Serristori

Collages. Opere di Loris Sandrucci

La Fondazione Giovanni Pratesi mette in mostra le opere di un atipico artista figlinese

L'attesa è durata 65 anni poi la libertà.

Vetraio, cromatore, calzolaio, pasticcere e anche mediano di spinta della Figlinese, infine artista, questa è la parabola della vita di Loris Sandrucci.

Il  rubinetto dei sedimenti accumulati  in questi interminabili anni poteva essere aperto, ha provato prima con i pennelli, i colori e le tele ma erano troppo cari  e i risultati non lo accontentavano ha così sperimentato uno stile e una tecnica che non trova riferimenti noti,  si ci sono dei rimandi ma sembrano più frutto di suggestioni collettive e convergenti che esplicite citazioni.

I cartoncini che compone con la tecnica del' incollàggio di strisce  e di nastri colorati sono frutto di una sgorgante fantasia e mantengono, nonostante i materiali impiegati, una tensione ed un energia compositiva sorprendente.

I soggetti  che Loris affronta sono di varia natura, si va dagli episodi bellici alle storie di Pinocchio,  con episodi canonici del romanzo di Collodi,  ma vira anche in maniera surreale rappresentando il burattino come San Sebastiano; anche gli animali sono indagati con pochi indugi sentimentali, il supermercato, luogo di tentazioni abbondanti e superflue.

Il suicidio di Primo Levi colpì fortemente l'artista che dedicò allo scrittore una poesia ed un cartoncino. Levi, internato in un campo di sterminio nazista, viene ricordato con un messaggio semplificato e di rara efficacia, ma anche gli altri fili spinati sembrano  una menzione alla gabbia in cui era ristretta la sua vita di artista.

Il calcio, la corsa delle biciclette sono a ricordarci la vita trascorsa  nelle consuetudini paesane, l'albero delle bombe, il portaborse sono promemoria del suo personale diario che è spartito con chi ha vissuto gli orrori della guerra, gli stenti del dopoguerra, il terrorismo, gli eroi, i miti e i protagonisti di questo nostro difficile tempo.

Come una pellicola vergine la sua sensibilità di artista è stata incisa  nel bene e nel male dalla vita  e che ora ci restituisce  con libertà di linguaggio e con una lucidità di rara e poetica crudezza.

 

 

 
2 settembre - 10 gennaio 2016
Milano - Palazzo Reale

Giotto, l'Italia

Nell'ambito di ExpoinCittà una sequenza di capolavori assoluti per la prima volta in un'unica mostra

Giotto, l’Italia è il grande evento espositivo che concluderà il semestre di Expo 2015, a Palazzo Reale di Milano.

La mostra, posta sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Comune di Milano – Cultura, con il patrocinio della Regione Lombardia, è prodotta e organizzata da Palazzo Reale e dalla casa editrice Electa. Il progetto scientifico è di Pietro Petraroia (Éupolis Lombardia) e Serena Romano (Università di Losanna) che sono anche i curatori dell’esposizione.

Giotto, l’Italia resterà aperta al pubblico dal 2 settembre 2015 al 10 gennaio 2016. La mostra, con allestimento di Mario Bellini, ha un motivo particolare per essere realizzata a Palazzo Reale: esso infatti ancora ingloba strutture del palazzo di Azzone Visconti, ove, negli ultimi anni della sua vita, Giotto venne a realizzare due cicli di dipinti murali, oggi perduti.

www.mostragiottoitalia.it
 
30 giugno - 15 novembre
Firenze - Galleria Palatina, Palazzo Pitti

Io Carlo Dolci - Firenze 1616 - 1687

Firenze rende omaggio al grande pittore con cento opere esposte alla Galleria Palatina

A quasi trent’anni di distanza dalla memorabile mostra antologica sull’arte del Seicento a Firenze, curata da Mina Gregori e da Piero Bigongiari e allestita nel 1986 nelle sale di Palazzo Strozzi, molti sono stati gli studi e le indagini rivolti ad artisti fiorentini operanti in quel secolo che hanno portato alla realizzazioni di numerose pubblicazioni a carattere monografico e ad esposizioni rivolte a singoli maestri. Visto un così intenso diffondersi di interesse per  la pittura del Seicento a Firenze era doveroso dedicare una mostra a colui che ne fu protagonista indiscusso, Carlo Dolci. Osannato dai critici e dai biografi del suo tempo, molto apprezzato dai più illustri membri di Casa Medici e della nobiltà europea, l'artista si distinse per l’esecuzione di dipinti apprezzabili per la magistrale definizione delle sue figure – spesso raccolte in pose estatiche e quasi baciate da un’avvolgente luce lunare che rende gli incarnati simili alla più pura porcellana – e per l’intrigante e quasi maniacale cura nella resa dei dettagli: dalle stoffe soffici e quasi palpabili delle vesti, agli splendidi gioielli, che, usando le parole del biografo Filippo Baldinucci, erano “imitati in modo sì stupendo (e vero), che, per molto che si toccasse e ritoccasse la tela per assicurarsi che essi fosser dipinti l’occhio ne rimaneva in dubbio”.

Per mettere in luce l’importanza e l’unicità del Dolci la mostra propone quasi cento opere, tra dipinti e disegni, di primo piano conservate oltre che nei più importanti musei di Firenze, in rinomate collezioni pubbliche e private straniere, come il British Museum a Londra, il Musée du Louvre a Parigi, gli Staatliche Museen a Berlino, il Nationalmuseum a Stoccolma, il Cleveland Museum of Art a Cleveland, l’Alte Pinakothek di Monaco di Baviera, il Fitzwilliam Museum a Cambridge, l’Ashmolean Museum a Oxford, la Burghley House a Stamford, il Musée des Beaux-Arts a Brest, la Collezione Thyssen Bornemisza a Madrid e ultima, ma non per importanza, la Royal Collection inglese, che, per l’occasione ha prestato la bellissima Salomè con la testa del Battista, mai esposta in Italia.

Dedicata a Mina Gregori, la mostra è curata da Sandro Bellesi e da Anna Bisceglia, così come il ricco catalogo edito da Sillabe che annovera scritti di rinomati studiosi della pittura fiorentina del Seicento.

Promotori della mostra il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con il Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo della Toscana, la Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, la Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali di Palazzo Pitti e Firenze Musei.

www.unannoadarte.it/carlodolci/main/
 
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